Brescia, 5 set — Nessuno si straccerà le vesti, nessun candidato Pd griderà all’emergenza razzismo per la sorte toccata a un cittadino moldavo 32enne residente a Ospitaletto (Brescia), finito in coma per le gravissime lesioni provocategli da un pregiudicato senegalese suo coetaneo. La vittima, ricoverata in terapia intensiva al Poliambulanza di Brescia, sta ora lottando tra la vita e la morte.

Senegalese manda in coma moldavo dopo avergli molestato la moglie 

L’immigrato di origini africane, secondo quanto riportato dalle cronache locali, «vanta» già un precedente per violenza sessuale ed è stato arrestato ieri con l’accusa di minacce e lesioni gravissime effettuate con l’utilizzo di un oggetto atto a offendere: in questo caso si tratta di un cacciavite con il quale l’aggressore avrebbe colpito alla testa la propria vittima. Ed è proprio da una serie di molestie nei confronti di una donna che si origina la tragica vicenda: il senegalese, infatti, da tempo perseguitava la moglie del moldavo, arrivando a seguirla sotto la propria abitazione. Il diverbio tra lui e il marito sarebbe sorto in seguito al tentativo di quest’ultimo di difendere la consorte.

L’aggressione

L’atroce episodio si è verificato venerdì sera intorno alle 22,30 di fronte all’ingresso di un locale in via Padana Superiore, a Ospitaletto. Di fronte alla donna e al cugino del moldavo il senegalese avrebbe massacrato la vittima colpendolo in testa con un cacciavite. All’arrivo dei soccorsi le condizioni dell’uomo sono apparse subito disperate, tanto da rendere necessario il trasporto d’urgenza alla Poliambulanza di Brescia e il successivo ricovero in terapia intensiva.

L’arresto

Grazie alle indagini della Polizia Locale, che ha sentito le testimonianze dei presenti, è stata possibile l’identificazione fotografica del senegalese. L’arresto è sopraggiunto nella giornata di sabato, quando l’immigrato si è fatto trovare per l’ennesima volta sotto l’abitazione della donna, incurante di averne mandato in coma il marito. All’arrivo delle forze dell’ordine, allertate dalla moldava, l’immigrato aveva ancora addosso la presunta arma dell’aggressione. Per lui si sono aperte le porte del carcere.
Cristina Gauri

 

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2 Commenti

  1. E pensare che il celebrato Gorby ai moldavi ha bruciato le vigne favorendone la emigrazione- macello pure contro i drogati !! Sotto chi ha il coraggio di negare pure questo.

  2. premesso che sono filo moldavo, ma come fate a enfatizzare lo status di immigrato dell’aggressore se anche la vittima ha il medesimo status? il problema è l’aggressione, lo status di immigrato o la pigmentazione?

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