Chiamparino regioni
In polemica con il governo per i tagli e alle prese con i conti del Piemonte, Chiamparino si dimette dalla Conferenza delle Regioni

Roma, 23 ott – Sergio Chiamparino, governatore del Piemonte e presidente della conferenza delle Regioni, ha deciso di dimettersi da quest’ultima. Le dimissioni – congelate comunque sino al termine della trattativa sulla legge di stabilità – seguono sia lo stralcio del decreto ribattezzato “salva-Piemonte” sia la dotazione per l’anno venturo per il comparto sanità, giudicata insufficiente.

Chiamparino e i conti del Piemonte

Primo elemento di attrito riguarda i conti del Piemonte. La regione, guidata da Chiamparino dal 2014, è incappata due giorni fa nella bocciatura da parte della Corte di Conti: i magistrati contabili hanno dichiarato illegittimo l’utilizzo di risorse dei decreti salva-debiti per coprire le spese correnti, facendo così emergere in carico a Torino 3 miliardi di passività sinora non considerate. La pronuncia della Corte impatta comunque su tutte le Regioni, con un esposizione potenziale pari a oltre 20 miliardi.


A dover fronteggiare i rischi maggiori è, però, proprio il Piemonte, che dopo la sentenza sarà la prima a dover pianificare il bilancio 2016 considerando le passività non fuori ma all’interno del bilancio. Nel primo caso il governatore poteva spalmarle su 30 anni, nel secondo su 7. Vale a dire una rata da 800 milioni l’anno: “Una regione in queste condizioni non può stare in testa alle altre e per questo ho presentato le mie dimissioni, ma il problema rischia di diventare esplosivo anche per le altre amministrazioni. Non chiediamo più soldi o di sanare il debito ma un decreto che costituisca un fondo patrimoniale ad hoc dove far affluire le anticipazioni assegnate dall’Economia”, ha spiegato Chiamparino a La Stampa.

Chiamparino: “Stato si riprenda la sanità”

Seconda motivazione alla base delle dimissioni è lo scontro con il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “La legge di stabilità prevede per il Fondo Sanitario nazionale 110 miliardi di euro, uno in più rispetto al 2015, ma serve una risposta del Governo per capire se questa cifra è sufficiente o meno”, ha detto Chiamparino, riferendosi alle promesse (non mantenute) di aumento a 113 miliardi.

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In polemica con le lamentele degli enti locali, la Lorenzin era arrivata a definire un “errore fatale” l’aver delegato alle regioni la materia sanitaria. Non senza ragione, dato che – salvo lodevoli eccezioni – il trasferimento di competenza ha prodotto buchi di bilancio, scandali e un peggioramento globale del servizio. “Il governo si riprenda la Sanità e la gestisca, allora”, ha risposto Chiamparino che, forse involontariamente nel bel mezzo della polemica, ha centrato perfettamente il punto.

Filippo Burla

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