Belluno, 5 nov – Direttore sanitario non vaccinato, a Belluno l’azienda sanitaria locale chiude una farmacia ma i titolari non mollano la protesta: “Vaccinazione non è sicura, siamo contrari“. “Farmacia forzatamente chiusa dall’Ulss 1 per la nostra volontaria non adesione alla campagna vaccinale”. “Si riaprirà al ritorno della democrazia”. Questi due cartelli campeggiano da mercoledì sulla porta d’ingresso della farmacia Veneggia di Belluno.



Farmacia chiusa a Belluno: “Direttore sanitario non vaccinato”

Farmacia chiusa per decisione dell’Ulss dunque. E Cristina Muratore, una delle titolari, su Facebook ironizza: “Diciamo che ci godiamo un po’ di ferie meritate“. La Muratore, convinta no green pass, in un altro post punta il dito contro chi non si oppone a decisioni come quella che ha colpito la sua farmacia. “Per chi si sente protetto dall’esecuzione di ‘semplici ordini’ ricordo che la storia non perdona. Prima o poi dovrete fare i conti con la vostra coscienza!“, scrive. “Per il momento stiamo valutando il da farsi dato che noi non abbiamo un direttore sanitario vaccinato. Non vogliamo adeguarci a questo sistema e rifiutiamo la vaccinazione visto che questa dovrebbe essere fatta senza rischi per la salute. Mentre i rischi sono sempre più evidenti e documentati”, spiega.

Una delle titolari spiega: “Abbiamo sempre combattuto contro l’obbligo vaccinale”

La Muratore negli ultimi mesi è stata una delle protagoniste delle manifestazioni contro il green pass che si sono tenute nelle piazze venete. Proteste che come è noto vengono stigmatizzate in ogni modo dal governo e dai media schierati. “Abbiamo sempre combattuto contro l’obbligo vaccinale – spiega – abbiamo cercato di resistere organizzandoci con plexiglas e distanziamento ma ora abbiamo dovuto chiudere. Il decreto legge che impone ai sanitari l’obbligo di essere vaccinati è illegittimo e non abbiamo inteso adeguarci per un rischio della nostra salute. Il Covid è una malattia al pari dell’influenza se ben curata. La maggior parte dei morti è stata mal curata. E’ una strage di Stato“, dice intervistata dal Gazzettino.

Il legale della farmacia: “Finche non trovano un direttore vaccinato non possono riaprire”

L’avvocato Gino Sperandio che assiste la farmacia punita, spiega che “l’Ulss locale ha preso atto che il direttore sanitario della farmacia non è vaccinato. E la norma prevede che per poter tenere aperto è necessario che questa figura abbia ricevuto la somministrazione. L’ispezione è arrivata sabato 30 ottobre e lunedì l’Ulss ha inviato una Pec in cui veniva spiegato che fino a quando la questione non fosse stata risolta l’attività avrebbe dovuto rimanere chiusa. So che i titolari (anche loro non vaccinati, ndr) stanno cercando un altro direttore sanitario in regola con le somministrazioni ma fino a quando non lo trovano saranno costretti a non lavorare“, chiarisce il legale. Come è noto infatti per il personale sanitario vige l’obbligo vaccinale.

Adolfo Spezzaferro

La tua mail per essere sempre aggiornato

4 Commenti

  1. A mio Servile parere, la famiglia Muratore e il direttore sanitario meritano una piena solidarietà. O i loro titoli, laurea, vengono annullati ufficialmente (e così pure tutti gli “analoghi”), oppure chi si difende da una aggressione virale come meglio ritiene in base a precise esperienze e conoscenze oggettivamente validate, va pienamente rispettato. Viceversa chi ci ha impestato e/o comunque ci ha fatto credere così va posto al pubblico globale ludibrio, ma non ci riusciamo perché rappresentati da yes-man, alias schiavi, ignoranti e prezzolati. Il Servo sa e sapeva ribellarsi… a fronte di mancate, false, parziali o inconcludenti, nuove verità imposte.

Commenta