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Roma, 12 feb – Il divieto di spostamento tra le regioni, in scadenza il 15 febbraio, sarà prorogato fino al 5 marzo. Il premier Giuseppe Conte, che è ancora in carica per l’ordinaria amministrazione, oggi al Consiglio dei ministri (molto probabilmente il suo ultimo) deciderà quindi di estendere le restrizioni sugli spostamenti fino alla scadenza del Dpcm ancora in vigore. Il 5 marzo, appunto. Intanto sempre oggi con il monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità si saprà quali regioni cambieranno colore in base all’Rt, l’indice di contagio. Probabile che la Sicilia passi in zona gialla. La Toscana, la Liguria e l’Abruzzo invece in arancione. L’Umbria rischia di passare in zona rossa, con il conseguente lockdown.

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Cambia il governo ma non cambiano i divieti

Dunque, le restrizioni sugli spostamenti resteranno in vigore nonostante il cambio di governo, salvo sorprese. Lo stesso vale per le deroghe: si potrà andare fuori dalla propria regione di residenza solo per motivi di lavoro, salute e urgenza, con l’autocertificazione. La proroga del divieto di spostamento tra regioni invece, chiesta anche dalle regioni, è stata decisa in accordo con il premier incaricato Mario Draghi. Ancora una volta, quindi, vince la linea dura, quella del ministro della Salute Roberto Speranza (LeU) e di quello per gli Affari regionali Francesco Boccia (Pd). Il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, spiega che “tranne la Provincia autonoma di Trento e la Valle d’Aosta i miei colleghi presidenti hanno espresso la posizione che è meglio essere prudenti, basta guardare a cosa sta accadendo in Europa. Abbiamo detto che almeno fino al 5 marzo preferiamo la proroga del divieto”. Dopodiché toccherà al nuovo governo decidere.

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L’Rt e i cambi di colore delle regioni

Per quanto riguarda i contagi, l’Rt medio nazionale sale ma resta ancora sotto 1, ossia al di sotto della soglia critica. Oggi l’Iss assegnerà i nuovi livelli di rischio a ogni territorio sulla base dei dati epidemiologici del monitoraggio settimanale. I cambi di colore delle regioni saranno effettivi da domenica 14. Al momento si contano in zona gialla 17 regioni più la Provincia autonoma di Trento. La Toscana, però, dopo cinque settimane in fascia gialla, potrebbe passare in arancione con delle piccole aree di lockdown: Chiusi è già zona rossa da sabato scorso e lo stesso potrebbe avvenire per Sansepolcro. A forte rischio è anche l‘Abruzzo. La Liguria ha un Rt tra 1,01 e 1,02 e quindi potrebbe tornare in fascia arancione. Non sono al riparo ma dovrebbero restare gialle il Friuli Venezia Giulia e il Molise così come la Campania. Già in arancione sono Bolzano (dove però la Provincia autonoma ha deciso di entrare in lockdown per tre settimane a partire dall’8 febbraio), la Sicilia (che potrebbe passare in zona gialla) e l’Umbria.

L’Umbria rischia di andare in zona rossa

Qui la provincia di Perugia e sei comuni del ternano sono in fascia rossa in base a un’ordinanza regionale della governatrice Donatella Tesei, ma l’intero territorio, con un Rt abbondantemente sopra 1 e un rischio complessivo alto, molto probabilmente passerà in zona rossa. Anche l’Ecdc-European centre for disease prevention and control dell’Unione europea, ha inserito dall’11 febbraio l’Umbria nelle aree in “rosso scuro”.

Adolfo Spezzaferro

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