L’Aquila, 18 mag — E’ stato un parroco, stavolta, a finire sulla graticola del politicamente corretto. La sua colpa è stata quella di ricordare ai parrocchiani una tradizione consolidata da oltre un secolo ma che ora appare troppo «medievale» per i suscettibili animi dei bigotti liberal. «Su invito del rettore e del direttivo si invitano le donne che lo desiderano a salire il 14 maggio per pulire i locali del santuario dopo l’esperienza degli esercizi spirituali per uomini», è la frase incriminata apparsa sulla locandina della parrocchia della Santissima Trinità, santuario di Sant’Angelo di Balsorano (Aq). E la bufera social è assicurata. 

Bufera sul volantino parrocchiale

Immediatamente la pagina Facebook del santuario si riempie di migliaia di commenti, pardon, insulti, nei confronti di Silvano Casciotti, il povero parroco. Il quale, bontà sua, non aveva fatto altro che ricordare quello che accade tutti gli anni: cioè, che dopo il ritiro spirituale maschile, con angelus, preghiere, via crucis, confessioni, rosario e processione, seguono le operazioni di pulizia di cui abitualmente si incaricano le donne del paese. Accuse di sessismo, minacce, offese, il solito ritornello a base di «non siamo più nel Medioevo». Un fiume di fango sulla testa del povero sacerdote che tutto pensava tranne di scatenare una rivolta online.

I residenti spiegano, gli odiatori liberal non ci vogliono sentire

A nulla sono valsi i tentativi dei residenti di spiegare agli altri utenti che si tratta di una tradizione: «Da secoli il nostro meraviglioso santuario, una grotta che si trova a quasi 1.000 metri di altezza tra meravigliosi panorami, ospita, nella prima settimana di maggio, un gruppo sempre più ridotto di uomini che si incontrano per pregare, cantare, partecipare alle messe, confessarsi e meditare», spiegano. «Sin dal passato le nostre nonne e bisnonne, quando gli uomini erano scesi alla fine del ritiro, salivano su al santuario veramente per pulire… perché lo sappiamo tutti 100, 80, 50 anni fa, l’uomo non era così collaborativo nelle faccende domestiche come l’uomo di oggi! Questo per dire che, con il passare degli anni, quando le donne salivano al santuario, trovavano già tutto pulito ma é rimasta la tradizione di salire per ritrovarsi, pregare, staccare una giornata dalle corse del mondo, dal lavoro, andare in montagna e, per chi crede, trovarsi un po’ più vicini a Dio».

Il sindaco interviene (invano) e il parroco si scusa

Ma le beghine social in salsa politicamente corretta credono di saperne più di chi abita in paese. E di sapere anche cosa sia meglio per gli abitanti del paese stesso. Il putiferio è proseguito, nonostante l’intervento del sindaco, Antonella Buffone: «Sono rammaricata che un semplice invito del parroco, negli anni passati inosservato, abbia dato origine ad una polemica priva di fondatezza. Le tradizioni del nostro Santuario sono sempre state rispettose di quella reciprocità che contraddistingue la nostra vita religiosa e la nostra vita civile. Vita civile che, infatti, ha espresso come sindaco una donna».

Stanco di insulti e minacce, alla fine il parroco ha ceduto pubblicando un post di scuse. «Chiedo scusa a tutte le donne che hanno percepito offensive le parole sul manifestino, non c’era minimamente l’intenzione di denigrare o sminuire qualcuno…». Tanteascuse, senza avere alcuna colpa.

Cristina Gauri

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