Roma, 18 mag – Il vicepresidente della Commissione europea, Frans Tiemmermans, ha così risposto in merito all’apertura di due conti da parte di Eni presso Gazprombank: “Pagare in rubli significa violare le sanzioni. Ed è una violazione anche dei contratti stipulati che prevedono in quale valuta pagare. E i contratti indicano euro o dollari, mai rubli”. Eni, come altri grandi clienti di Gazprom tra cui la tedesca Uniper, l’austriaca Omve e la francese Engie, ha intrapreso l’iter per avviare il doppio conto in euro e i in rubli per acquistare gas dalla Russia, andando così contro le sanzioni stabilite dall’Ue.

Eni e il doppio conto con Gazprombank

Si continua a giocare con le parole per dissimulare il via libera all’adesione del meccanismo chiesto da Mosca, Il punto è che tecnicamente nessuno “paga in rubli”, i soldi versati dalle aziende europee sono euro o dollari. E’ poi Gazprombank, non sanzionata da Bruxelles, che provvede poi a cambiare il denaro presso la banca centrale russa e a depositarlo su un secondo conto. “I pagamenti delle compagnie europee avvengono secondo questi contratti e avvengono in euro e in dollari e questo non costituisce una violazione delle sanzioni”, ha spiegato mezz’ora dopo il commissario Ue per l’Economia Paolo Gentiloni interpellato sull’annuncio di Eni di aver avviato le procedure per pagare il gas russo con il meccanismo del doppio conto. Annuncia Eni, spiegando che l’esecuzione dei pagamenti con queste modalità “non riscontra al momento nessun provvedimento normativo europeo che prevede divieti che incidano in maniera diretta sulla possibilità di eseguire le suddette operazioni”.

Italia in ginocchio con le sanzioni

In Italia circa il 40% dell’energia elettrica è generata da questa fonte, e la Russia è sempre stata un partner imprescindibile. Le sanzioni portate avanti dall’Ue non fanno altro che mettere in ginocchio il settore energetico e le società energetiche si stanno comportando di conseguenza, andando contro le scellerate decisioni delle istituzioni europee.

Andrea Grieco

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4 Commenti

  1. dite alla UE che se non gli va bene,CI DEVONO FORNIRE LORO, la stessa quantità di gas
    (e allo stesso prezzo)
    che ci forniva la russia prima delle sanzioni.

    SE NO CHE STIANO ZITTI!!!
    esattamente come hanno fatto fin quando
    la situazione tra ucraina,russia e nato
    non è andata a finire a schifo,
    mentre loro discettavano del calibro delle vongole,
    di gender equality
    e della curvatura delle banane.

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