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Roma, 2 mar – Oggi è il giorno del nuovo Dpcm, il primo del governo Draghi: sul tavolo, tra conferme e novità, il nodo scuola con possibili restrizioni per le zone cosiddette arancione scuro. Il decreto del presidente del Consiglio entrerà in vigore il 6 marzo e sarà valido fino al 6 aprile, con restrizioni e chiusure in vigore anche a Pasqua e Pasquetta, compreso il divieto di spostamento tra regioni. Alle 9.30 è in programma una nuova riunione tra il premier e gli esponenti della maggioranza per definire la stretta contro la pandemia, tenendo conto anche delle varianti in circolazione. Sul fronte della scuola – oltre alla decisione di chiudere anche materne ed elementari nelle zone rosse – è scontro tra chi vorrebbe una ulteriore stretta e chi, in primis il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, chiede che restino aperte dove possibile.



Il nodo scuola nelle zone arancione scuro

Nelle ultime ore, intanto, in Lombardia sono scattate le ordinanze per istituire la zona arancione scuro nella provincia di Como, a Cremona e in una serie di comuni. Nelle aree interessate, come già avvenuto nella provincia di Brescia, scuole chiuse e didattica a distanza al 100% in tutte le scuole, dalle elementari alle superiori. E proprio la scuola è il nodo principale nel confronto sul Dpcm. Dal canto suo, il coordinatore del Comitato tecnico-scientifico Agostino Miozzo chiarisce: “Non è che siamo preoccupati, siamo preoccupati sull’andamento della patologia e dell’epidemia, questo è il problema. Sulle scuole ci saranno delle evoluzioni, le scuole saranno chiuse nelle zone rosse“.

Il problema  che alcuni governatori sostengono che chiudere soltanto gli istituti scolastici in zona rossa non sia sufficiente per contenere i contagi. Nel governo alcuni ministri ritengono tuttavia che la chiusura di scuole in zona arancione non abbia senso. Le possibili fonti di contagio, nelle aree intermedie tra zona rossa e zona gialla – compresa quindi la zona arancione scuro -, sarebbero anche e soprattutto altrove. Quindi servirebbero misure più restrittive in generale.

Il ministro dell’Istruzione Bianchi: “Scuole restino aperte se negozi aperti”

E’ questa a quanto pare la linea dei ministri della Salute Roberto Speranza, dei Beni culturali Dario Franceschini, delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, dell’Istruzione Patrizio Bianchi e della Famiglia Elena Bonetti. Diversa la posizione del ministro per gli Affari regionali Maria Stella Gelmini e di quello per lo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, che vorrebbero invece eventuali misure restrittive limitate soltanto al comparto della scuola. Bianchi invece fa presente che “nella zona arancione le scuole devono restare aperte come i negozi”. Insomma – è la posizione del titolare dell’Istruzione, che vorrebbe prolungare l’anno fino al 30 giugno – se si spediscono i ragazzi a casa in Dad, allora deve chiudere pure tutto il resto. Perché la scuola “non è un mondo a parte”.

Divieti e chiusure, novità e conferme

In generale, scuola a parte, l’impostazione del Dpcm in arrivo è già nota. Resta in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5, l’obbligo della mascherina, anche all’aperto, e del rispetto della distanza di sicurezza. Bar e ristoranti resteranno chiusi dalle 18 in poi. I governatori avevano chiesto la riapertura serale in concomitanza con quella di cinema e teatri ma la richiesta è stata respinta. Non riapriranno palestre e piscine. Fiere e discoteche chiuse anche in zona bianca. Tra le novità, in peggio, chiudono barbieri e parrucchieri in zona rossa. Buone notizie invece per musei, cinema e teatri, che riapriranno nelle zone gialle dal 27 marzo. Stagione sciistica finita prima ancora di cominciare: impianti chiusi fino al 6 aprile.

Adolfo Spezzaferro



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