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Bari, 29 mar – Orrore a Bari dove una ragazza di vent’anni è stata sequestrata, stuprata per un anno e messa incinta da un egiziano di 31, che la teneva reclusa nella propria abitazione. Ismail Mahmed – questo il nome dello straniero – regolare sul territorio nazionale, pregiudicato, è stato tratto in arresto con l’accusa di sequestro di persona, violenza sessuale e porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere. Lo riporta Repubblica.

L’egiziano fermato per una mascherina 

I poliziotti della squadra volante sono venuti a conoscenza dell’agghiacciante situazione per puro caso, nel corso di un controllo anti Covid in piazza Umberto. Gli agenti avevano fermato l’egiziano perché non indossava correttamente la mascherina. Dagli accertamenti  è risultato essere persona con precedenti penali; sottoposto di conseguenza a perquisizione, è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico. A insospettire ulteriormente i poliziotti è stato l’atteggiamento di plateale nervosismo palesato dall’egiziano durante il controllo, in particolar modo alla loro richiesta di fornire l’indirizzo della propria abitazione.

Porta sigillata

Dopo averlo ottenuto, le forze dell’ordine hanno deciso di effettuare una perquisizione dell’appartamento, situato in una zona centrale della città. Arrivati davanti alla porta d’ingresso, gli agenti hanno subito notato che la porta era munita di un grosso lucchetto, la cui apertura era possibile solo dall’esterno. La richiesta di aprire il congegno ha incontrato il netto rifiuto dell’egiziano, che si è più volte opposto. Dopo un breve battibecco i poliziotti sono riusciti a farsi consegnare le chiavi del lucchetto ed ad entrare all’interno dell’appartamento.

Una scena raccapricciante

Davanti a loro si presentava una scena agghiacciante: all’interno era rinchiusa una ragazza di poco più di venti anni, italiana. La giovane ha raccontato agli agenti di essersi allontanata dall’abitazione in cui viveva con la propria famiglia d’origine, a causa di alcuni dissapori. A questo punto alcune conoscenze – decisamente poco raccomandabili – l’avevano messa in contatto con l’egiziano, che si è era offerto di ospitarla.

Quello che sembrava un gesto gentile si è trasformato nella condanna della ventenne. Dopo alcuni giorni l’uomo l’ha segregata, sequestrandole il cellulare e oscurando con pannelli adesivi le finestre dell’appartamento. La giovane poteva uscire solo se accompagnata dallo straniero. La porta risultava sigillata con lucchetti di cui solo l’egiziano possedeva le chiavi. A seguito delle ripetute violenze, protrattesi per un anno, la vittima è rimasta incinta. Attualmente è affidata all’assistenza del personale di un Centro Anti Violenza.

Cristina Gauri

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