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Roma, 29 mar – Piano vaccini e riaperture dopo il lockdown di Pasqua: oggi il vertice governo-regioni per fare il punto su come accelerare e uniformare la campagna vaccinale e procedere con possibili zone gialle “rafforzate” dopo il 6 aprile. Obiettivo del governo, come più volte annunciato, è arrivare il prima possibile alla soglia delle 500mila dosi al giorno. Altro tema caldo: discutere del decreto che entrerà in vigore dal 7 aprile. Come è noto, la Lega (che è al governo e conta diversi presidenti di Regione chiave) chiede di riaprire, mentre il ministro della Salute Speranza vuole abolire la zona gialla fino al 30 aprile.

Oggi alle 17 il vertice governo-regioni su piano vaccini e possibili riaperture

Appuntamento dunque oggi pomeriggio alle 17 a Palazzo Chigi, dove il premier Mario Draghi sarà in videconferenza con i presidenti delle Regioni. Al vertice parteciperanno, oltre ai i ministri interessati – Gelmini (Affari regionali) e Speranza (Salute), anche il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio e il commissario per l’emergenza Covid Francesco Figliuolo.

Possibili allentamenti di divieti e restrizioni. Dipende dalla curva dei contagi

Sul fronte dei divieti e delle restrizioni, il governo non esclude che possano esserci degli allentamenti a metà aprile se la curva dei contagi dovesse scendere. Ma tutto dipenderà dai dati, ossia dall’indice di contagio e dal tasso di ricoveri negli ospedali e nelle terapie intensive. Altrimenti si andrà avanti fino a maggio senza zone gialle. Ossia con bar e ristoranti chiusi, tanto per fare un esempio. “Impensabile riaprire con 300 morti al giorno e le terapie intensive alla soglia della saturazione”, mette le mani avanti il vicesegretario del Pd Giuseppe Provenzano.

Vaccini: priorità ad anziani e soggetti fragili

Sul fronte dei vaccini, niente corsie preferenziali per nessuno, ribadisce Draghi, ma priorità alle persone anziane e a quelle più fragili. Anche perché c‘è da colmare il ritardo accumulato (qui l’aggiornamento ufficiale). In tal senso, il vertice di oggi serve anche a trovare la quadra per uniformare i ritmi di vaccinazione tra una regione e all’altra. Nei prossimi giorni dovrebbero arrivare una quantità massiccia di dosi sia di Pfizer, che di Moderna che di AstraZeneca. Figliuolo infatti parla di “altre 3 milioni di dosi di vaccino che arriveranno in Italia entro fine mese“. Serve dunque una linea condivisa su come suddividerle e somministrarle.

Locatelli: “Priorità anche a fascia età 70-79 anni, ha mortalità del 10%”

Più anziani e soggetti fragili fanno il vaccino, più caleranno i decessi. “La fascia fra i 70-79 anni va tutelata prioritariamente, è una fascia con una mortalità del 10%. Anche nella prima fascia di persone vaccinate è stato seguito il criterio anagrafico, insieme agli operatori sanitari sono stati ammessi over 80 e personale delle Rsa. E notiamo già una flessione dei contagi”, spiega il professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts. “Si è data priorità anche a soggetti vulnerabili, si è cercato di proteggere i più fragili, e anche qui il criterio dell’età è importante”, sottolinea Locatelli.

Nel decreto sanzioni per personale sanitario che non vuole vaccinarsi

Il decreto in arrivo mercoledì inoltre dovrebbe comprendere anche norme sull’obbligo vaccinale per il personale sanitario. Se ne sta occupando il ministro della Giustizia Marta Cartabia. Secondo quanto riportano le agenzie di stampa, per chi non rispetta l’obbligo di vaccinarsi sarebbero previste sanzioni crescenti, dallo spostamento ad altro incarico fino alla la sospensione dello stipendio. Ma non ci sarebbe la possibilità di licenziare, almeno secondo la bozza del decreto che sta circolando.

Adolfo Spezzaferro

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