Roma, 17 giu — Esce allo scoperto Alessandro Del Pozzo, l’ex compagno di Martina Patti, la 24enne rea confessa di avere ammazzato brutalmente la figlioletta Elena, di 5 anni, e di averne occultato il cadavere simulando un rapimento. In una lettera affidata alla sorella Vanessa, il padre della piccola vittima definisce senza mezzi «un mostro» la madre assassina sottolineando come il gesto della donna non sia imputabile ad un raptus. «Ho sentito parlare di pazzia e di gelosia morbosa ma non ho sentito parlare di cattiveria e di sadismo», si sfoga del Pozzo.

Elena Del Pozzo, la lettera del padre: “Nessun raptus”

«Come si può reputare un raptus quello che ha fatto Martina?!», prosegue il padre della bimba, devastato dal dolore, ripercorrendo le fasi dell’assassinio. «Un omicidio premeditato e studiato in ogni particolare! I momenti di pazzia sono susseguiti da momenti di lucidità! Non si è nemmeno pentita di aver ucciso la bambina! Bensì ha messo Elena dentro dei sacchi della spazzatura, l’ha sotterrata, si è ripulita e ha ripulito, ha inventato un sequestro creandosi un alibi e ha colpito la sua macchina per inscenare un aggressione! 24 ore di bugie». Un omicidio completo di alibi ed occultamento di cadavere «non può essere un raptus di pazzia! Ho sentito parlare l’avvocato di Martina il quale può solo fare questo… parlare e sprecare fiato perché davanti alla realtà non ci sono parole che possano cambiarla!».

Martina metteva Elena contro il padre

Alessandro Del Pozzo sostiene che la donna da tempo cercava di mettere la bimba contro di lui. Il classico copione, visto e rivisto, in cui la prole viene usata per regolare conti irrisolti all’interno di quella che fu la coppia. E a farne le spese sono sempre i più deboli, fino ad arrivare alla tragedia. «Me l’ha portata via… non perché non volesse che legasse con la mia compagna, ma perché voleva mettermela contro… le parlava male di me ogni giorno ed Elena me lo veniva a raccontare. Non ci sarebbe potuta riuscire perché io ed Elena siamo una cosa sola e lei la odiava per questo! Ha tentato tanto di parlare male di me fino al giorno che ha capito che non ci sarebbe riuscita e ha studiato come ammazzarla. Distruggendo la sua innocente vita».

Premeditazione

La premeditazione del gesto, spiega il padre di Elena del Pozzo, si evince anche dal particolare dell’orario in cui Martina Pratti sarebbe andata a prendere la bambina all’asilo: un’ora prima, per guadagnare il tempo necessario per compiere il delitto, «perché già era preparata mentalmente». E questa, secondo Del Pozzo, è una «chiara prova di una mente sana in grado di organizzarsi».

Martina Pratti è ora sorvegliata a vista nella sezione femminile della casa circondariale di piazza Lanza, «serena e tranquilla». E’ previsto per oggi, in carcere, l’interrogatorio di garanzia per la convalida del fermo della donna, accusata di omicidio premeditato pluriaggravato e occultamento di cadavere. Sempre oggi sarà eseguita l’autopsia sul corpo della piccola Elena Del Pozzo nell’obitorio dell’ospedale Cannizzaro di Catania.

Cristina Gauri

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