Roma, 17 giu – Italia attaccata alla canna del gas russo? Peggio, molto peggio. Oggi la Russia ci taglierà le forniture addirittura del 50%. Ad annunciarlo è l’Eni, secondo cui a fronte di una richieste giornaliera pari a circa 63 milioni di metri cubi, la compagnia Gazprom ha fatto sapere che ne fornirà esattamente la metà. Le quantità effettive consegnate dovrebbero essere pressoché invariate rispetto a ieri, ma il segnale è senz’altro emblematico e si traduce con ritorsione di Mosca.

La Russia taglia le forniture del 50%. E non abbiamo alternative

Nella giornata di ieri, a fronte delle richieste effettuate da Eni, i russi di Gazprom avevano comunicato che non sarebbero andati oltre il 65% delle forniture. Sempre peggio in termini percentuali dunque, con l’Italia e l’Europa ancora senza concrete alternative. Alla Germania la Russia ha ridotto del 60% le forniture di gas attraverso il North Stream. E pure l’austriaca Omv e la francese Engie comunicano di aver registrato riduzioni.

In Europa il prezzo del gas apre in calo, dopo però che ieri i future sul gas al Ttf erano saliti oltre la soglia dei 150 euro per megawattora, ovvero un livello mai raggiunto dall’inizio di marzo. Quello di ieri, rispetto alla scorsa settimana, è stato un rialzo di oltre il 45%. Mentre all’hub europeo di riferimento i future segnano un calo dell’1,10% a 123 euro per megawattora.

La strategia del governo? Consumare meno…

Di fronte a tutto questo, come pensa di reagire il governo italiano? Come specificato stamani da Stelio Fergola su questo giornale, “il governo cerca, come sappiamo, forniture alternative sia in Israele che – precedentemente – in Algeria, ma intanto il piano in via di definizione ha un sapore comico e tragico insieme. Di cosa si tratta? Repubblica ne parla con approccio asettico, quasi come di una strategia dalla raffinata tecnica gestionale, e questo, forse, fa ancora più ridere. Ma il succo di questa presunta strategia, alla fine della fiera, è solo uno: consumare di meno”.

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