Roma, 20 dic – L’Ema ha approvato Nuvaxovid, vaccino anti Covid prodotto da Novavax, società farmaceutica statunitense. Con il parere favorevole del Comitato tecnico per i medicinali a uso umano, l’Agenzia europea del farmaco ne dà così il via libera all’immissione in commercio. Si tratta del quinto vaccino contro il Covid autorizzato nei Paesi membri dell’Unione europea.

L’Ema sottolinea che il prodotto di Novavax è a base di proteine e i dati esaminati sono conformi ai criteri Ue in termini di sicurezza, efficacia e qualità. Sono due i principali studi su questo vaccino, sui quali si è basata l’analisi di Ema. Il primo è stato condotto negli Stati Uniti e in Messico che attesterebbe la riduzione del 90,4% del numero di casi sintomatici dopo 7 giorni dalla seconda dose. Il secondo studio è stato invece condotto nel Regno Unito e mostra una riduzione simile del numero di casi sintomatici – sempre da 7 giorni dopo la seconda dose del Nuvaxovid – , con un’efficacia dell’89,7%.

Il vaccino Novavax è davvero efficace?

Secondo l’Agenzia europea, messi a confronto, “i risultati dei due studi mostrano un’efficacia del vaccino per Nuvaxovid di circa il 90%”. Ma “la sicurezza e l’efficacia del vaccino continueranno a essere monitorate man mano che viene utilizzato in tutta l’Ue, attraverso il sistema di farmacovigilanza dell’Ue e ulteriori studi da parte dell’azienda e delle autorità europee”, si legge nella nota di Ema. La stessa Agenzia precisa che i due studi in questione sono relativi a “vecchie” varianti del Covid, mentre sono disponibili “dati limitati” sull’efficacia del vaccino di Novavax contro la varante Omicron. “Il ceppo originale di SARS-CoV-2 e alcune varianti preoccupanti come Alpha e Beta erano i ceppi virali più comuni in circolazione quando gli studi erano in corso – scrive l’Ema – attualmente sono disponibili dati limitati sull’efficacia di Nuvaxovid contro altre varianti preoccupanti, incluso Omicron”. Incerta sembra essere dunque anche l’efficacia contro la variante Delta.

Il primo vaccino anti Covid proteico

Il vaccino prodotto da Novavax è il primo proteico. In pratica a differenza dei vaccini a mRNA, ovvero quelli di Pfizer e Moderna, o a vettore virale (AstraZeneca), è un classico vaccino analogo a quelli utilizzati da decenni per diverse infezioni virali. Fornisce quindi alle cellule proteine e coadiuvanti, anziché frammenti di codice genetico. Per questo secondo alcuni esperti potrebbe convincere i più scettici.

“Magari agiterà meno i no vax perché, essendo basato su un meccanismo conosciuto, farà breccia tra qualche no vax, o meglio tra quelli che hanno paura di quelli a Rna”, dice ad esempio Fabrizio Pregliasco. “Si basa – afferma il direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano – su una metodologia interessante che è conosciuta da tempo per altre vaccinazioni come l’epatite B e il papilloma virus”. Quindi per questo anche il costo per produrlo “verosimilmente è meno elevato e ha una fattibilità più ampia, che possa servire in un utilizzo generalizzato come dose booster o in tutte le iniziative di diffusione del vaccino in giro per il mondo”.

Alessandro Della Guglia

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