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Roma, 9 mar – Probabilmente pensava di fare una cosa molto cool Fabiana Dadone, ministro per le Politiche giovanili del governo Draghi, quando ha deciso di immortalarsi con la felpa dei Nirvana e scarpe rosse (intonse) con i tacchi. Invece la sua sparata autoreferenziale con la “scusa” dell’8 marzo, nonché il gesto di mettere i piedi sulla scrivania le si sono ritorti contro in pieno effetto boomerang.

Fabiana Dadone, i piedi in vista e l’8 marzo

La pentastellata Fabiana Dadone ha avuto la geniale idea, in occasione della Giornata internazionale della Donna, di farsi immortalare con una felpa dei Nirvana, lo sguardo assorto altrove e i piedi sulla scrivania ad esibire un paio di scarpe coi tacchi rosse, simbolo della lotta alla violenza sulle donne. A questa foto già di per sé obiettivo facile di altrettanto facili critiche, la Dadone ha deciso di affiancare un testo a dir poco autocelebrativo, in pieno stile Io, professione mitomane.

La sparata autoreferenziale del ministro

“Ho 37 anni e sono una ‘ragazzina’ (per questo Paese) ma faccio il Ministro, non sono sposata ma scelgo ogni giorno di stare col mio compagno, ho due figli bellissimi che portano il mio cognome pur non essendo ragazza madre, amo la musica rock pesante ma non mi vesto in maniera ‘alternativa’, guardo film strappalacrime ma sono emotivamente fredda come il ghiaccio” scrive Fabiana Dadone “sono un ammasso di stereotipi e nel corso della vita mi è stato fatto notare molte volte. Cara Fabiana, sei così giovane come puoi essere un Ministro? La politica non si addice di più agli uomini? Chi si occupa dei tuoi figli quando sei a Roma? Non sei troppo bassa rispetto a come la TV ti fa apparire? Non sei troppo graziosa per essere presa seriamente? Non sei troppo trascurata nell’abbigliamento per ricoprire ruoli istituzionali? In questa giornata tanto evocativa e tanto attenta al politically correct, vorrei dire con molta onestà che sul fronte della parità di genere c’è ancora molta strada da fare. Una strada in salita e piena di ostacoli culturali che dobbiamo avere la forza di affrontare con tutta la tenacia che abbiamo nel cuore. Buon 8 marzo a tutte!”.

Si paragona ai presidenti Usa, ma rimane umile …

Discutibile e ai limiti del comico la scelta di autoincensarsi della Dadone in un giorno che dovrebbe celebrare tutte le donne, tuttavia ciò che ha veramente fatto adirare i follower della “ministra” è la scelta di mettere i piedi sulla scrivania, sebbene (ci si augura) solo per la foto. Ai migliaia di commenti indignati, la Dadone, in un ulteriore slancio di modestia, ha risposto piccata con un collage di foto di vari presidenti Usa con i piedi sulle scrivanie. “Loro sono senza scarpe rosse”. Inutile dire che questa risposta non ha fatto altro che far incazzare di più gli utenti, che l’hanno invitata a ridimensionare la sua importanza sui palcoscenici internazionali.

Il manuale delle cose da non fare sui social

“Di’ ai tuoi social media manager di fermarsi. Ad ogni intervento aggravano sempre più la tua posizione”, le scrive un utente che riassume tutto ciò che chiunque con un po’ di sale in zucca dovrebbe consigliare di fare alla Dadone. Non c’è che dire, il giovane ministro “ribelle” con la maglietta di un gruppo che ormai sentono anche i nonni e le scarpe rosse contro la violenza dalla suola immacolata (ovvero comprate due minuti prima tanto per lo sfoggio social) ha imparato sulla sua pelle cosa significhi peccare di presunzione. Il post di Fabiana Dadone in occasione dell’8 marzo è da manuale: nel senso che è il perfetto esempio in negativo di ciò che non andrebbe mai e poi mai pubblicato da un ministro.

Ilaria Paoletti

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5 Commenti

  1. Piu’ che la violenza sulle donne, quelle scarpe mi fanno venire in mente le colleghe di Irma la dolce

  2. Questa “politica” demente pagata coi soldi della gente a quasi 40 anni, oltretutto portati male e pure cessa, si permette di comportarsi come una ragazzina di 15; in uno Stato normale l’avrebbero presa a calci in culo e la mandata a casa!

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