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Parigi, 9 marzo –  Ricordate il “negru” delle polemiche proferito dal quarto uomo rumeno nel match Psg-Basaksehir dello scorso 8 dicembre? Per la Uefa non fu razzismo, ma un utilizzo inappropriato della lingua. Ma Sebastian Coltescu, che “causò” la sospensione della partita di Champions League, verrà comunque sospeso.



“Uso corretto della lingua è essenziale”, dice l’Uefa

“Nel contesto internazionale, l’uso corretto della lingua è essenziale per evitare situazioni come quelle che si sono verificate in questa partita” sostiene la Commissione disciplinare della Uefa, perché comunque come la parola “negru” usata da Coltescu aveva provocato la reazione del giocatore Webo. Ricordiamo che la partita al tredicesimo del primo tempo venne sospesa perché, in solidarietà al fantomatico razzismo subito da Webo, i giocatori delle due squadre avevano abbandonato il campo.

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 Psg-Basaksehir,  quarto uomo non è razzista, ma …

Psg-Basaksehir fu ripresa 24 ore dopo con la squadra arbitrale rumena sostituita  da una olandese guidata da Danny Makkelie. La sezione disciplinare dell’Uefa esclude quindi categoricamente che il quarto uomo Coltescu abbia mantenuto una condotta “razzista o discriminatoria”, tutta via rileva la violazione dell’art.11 del regolamento, che stabilisce “i principi generali di condotta”. “I funzionari – spiega l’Uefa – dovrebbero prendere le decisioni migliori sulla scelta della lingua e delle parole da utilizzare nelle competizioni. Un uso corretto della lingua è essenziale per evitare situazioni come quelle che si sono verificate durante la partita”.

Un corso di “rieducazione” per lui

Coltescu, quindi, nonostante non si possa accusare di razzismo, non potrà arbitrare fino al prossimo 30 giugno e quindi la sospensione verrà applicata solo in Romania. Non solo: il quarto uomo dovrà partecipare a un programma educativo insieme al primo arbitro Sovre, che  ha evitato sì la sospensione ma ha ricevuto un rimprovero per comportamento inappropriato. Anche Webo, il giocatore “vittima” del razzismo, è stato sanzionato dalla commissione disciplinare Uefa, con una partita di sospensione per “comportamento antisportivo”. Precisa comunque l’Uefa che questa misura riguarda l’espulsione subita per il suo comportamento a bordo campo “prima degli incidenti”.

Ilaria Paoletti

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