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Roma 17 dic – La scure censoria di Facebook si è abbattuta nuovamente sui politici non allineati al pensiero unico e ha imbavagliato, per ben due volte di seguito, l’assessore della regione Veneto di Fratelli d’Italia Elena Donazzan. Per l’ennesima volta il colosso di Zuckerberg si arroga il diritto di silenziare le voci di politici regolarmente eletti dal popolo italiano, senza che i loro post violino in alcun modo le leggi dello Stato o le stesse condizioni di uso del social.



Donazzan esprime solidarietà agli studenti di Firenze 

D’altronde non si capisce cosa avrebbe scritto di così scandaloso la Donazzan, che nella giornata di ieri si era semplicemente limitata a esprimere la propria solidarietà agli studenti di Firenze. Parliamo dei tre ragazzi incensurati di 20, 21 e 22 anni (due ancora ai domiciliari e uno attualmente sottoposto all’obbligo di firma) posti agli arresti per aver realizzato un volantinaggio non autorizzato all’interno del liceo Galileo Galilei di Firenze. Denunciati da Alessandro Giorni – preside dell’istituto e dirigente Pd – sono accusati del reato di violenza in corpo amministrativo. Ora rischiano fino a 15 anni di carcere.

Black Brain

«Libertà? Un concetto che la sinistra interpreta con la forza della dittatura del pensiero», aveva scritto ieri l’esponente di FdI in una nota. «E così, degli studenti colpevoli di aver espresso liberamente il proprio pensiero su questo governo vengono arrestati! Sì, arrestati! Indegno clima da dittatura».

Facebook cancella il primo post di Donazzan

Agli zelanti gendarmi di Facebook – in carne ed ossa o algoritmici che siano – non è andata giù la solidarietà, espressa in modo palese, all’organizzazione delle tartarughe frecciate. Nemmeno quattro ore dopo il post della Donazzan è stato infatti rimosso dalla piattaforma. Non volendo

sottostare a questa mordacchia del pensiero, l’assessore ha pubblicato lo screenshot della notifica di rimozione del post, aggiungendo un duro commento: «Facebook ha rimosso questo mio post, l’ennesima censura promossa dal social network ed una palese violazione della mia libertà. Il problema è che non c’è Giustizia se si arrestano dei ragazzi per un volentinaggio, o se si permette a qualcuno di decidere cosa è giusto pubblicare e cosa no. Questa è una dittatura!», ha concluso Donazzan.

La piattaforma rimuove anche il secondo post

Puntualmente il social ha reiterato la censura rimuovendo persino il post che faceva riferimento a quello precedentemente censurato. Non solo: Facebook le ha notificato il rischio che la pagina stessa venga sottoposta a oscuramento per «continue violazioni degli Standard della community».

Facebook impatta sulle libertà Costituzionali

Una decisione gravissima, dal momento che parliamo della pagina Facebook riferita alla funzione istituzionale dell’assessore Donazzan. Una piattaforma privata per l’ennesima volta incide, con una decisione unilaterale, su libertà tutelate dalla Costituzione quali quella di parola e quelle

politiche, impattando sulla sovranità espressa con il voto dai cittadini italiani. Un accanimento che contrasta peraltro con la presenza della pagina istituzionale di CasaPound, riconosciuta per legittima su Facebook proprio nella aule di Tribunale e riattivata dopo l’oscuramento. E’ chiaro che dietro la scelta censoria della piattaforma si nasconde una chiara presa di posizione politica, ostile all’associazione giovanile Blocco studentesco perché legata alle tartarughe frecciate.

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. Fakebook: dalla presa per il c..o al cesso! Abbiamo (per quanto mi riguarda “hanno”) messo anni a digerirlo, oggi, un po’ stitici, espelliamo!

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