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Roma, 19 mag – Come ampiamente previsto, il vero inizio della fase 2 che ha visto l’apertura delle attività commerciali ha registrato anche un consistente aumento dei prezzi di alcuni servizi e beni di consumo. Il caffè su tutti. Ieri mattina chi ha fatto colazione nei bar milanesi si è visto i prezzi di caffè e cappuccino ritoccati rispettivamente da 0,90 a 1 euro e da 1,30 euro a 1,40. In centro una tazzina potrebbe arrivare a costare anche due euro. Tanto vale farselo a casa, penseranno in molti. La situazione non varia nelle altre grandi città italiane, soprattutto quelle di interesse turistico. A Firenze e Roma una tazzina di caffè servita al bancone di alcuni locali sembrerebbe arrivare rispettivamente a 1,70 e 1,50 euro.



«Stiamo ricevendo segnalazioni da parte dei consumatori che oggi sono finalmente tornati a prendere il caffè fuori casa, e che denunciano rincari dei listini – è la denuncia del Codacons – Al momento si tratta di casi isolati, ma che potrebbero anche estendersi a tutta Italia. Rincari vengono segnalati anche per i parrucchieri e i ristoranti, con costi da oggi più alti per tagli, messe in piega, ecc. in alcuni locali». Attraverso il presidente Carlo Rienzi, Codacons ha fatto sapere ai consumatori: «Speriamo si tratti di situazioni isolate e che gli esercenti di Milano non decidano in massa di ritoccare i listini per rifarsi dei minori guadagni e dei costi di sanificazioni dei locali». E se è vero che i commercianti devono sopportare maggiori spese, è altrettanto vero che i consumatori si ritrovano con risorse economiche nettamente diminuite da rispetto a tre mesi fa. Si gonfia anche il prezzo dei generi alimentari: l’Istat registrato nel mese di aprile un aumento medio del 2,8%. Per il Codacons, la Fase 2 porterà una stangata da 536 euro a famiglia.

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Brutte notizie anche dal fronte parrucchiere, croce e delizia delle donne – ma non solo – italiane, che da più di due mesi aspettavano di varcare la soglia del salone di acconciature. Come riporta l’Agi, il titolare di un famoso salone di piazza Navona a Roma ha annunciato che ci sono «nuovi costi che prima non avevamo come asciugamani monouso, igienizzanti, mascherine, guanti, grembiuli usa e getta. Decideremo se inserire una voce ad hoc nel conto, ma si tratta di pochi euro», spiega l’esercente.

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. io non vedevo l’ora di andare a prendere un popo’ di virus al bar e blatte fritte nei ristoranti ,mangiate a casa che e’ meglio

  2. Non credo che ad un parlamentare, che prende sempre sui 15 mila euro al mese anche se il paese andra’ a rotoli, possa minimamente interessare se il barbiere gli costa 5 euro in piu’

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