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Roma, 19 mag – Un governo appeso alla fiducia in Bonafede. Non è una novità, anzi, come abbiamo già spiegato la tenuta della maggioranza giallofucsia dipende da 17 senatori renziani. Il ministro pentastellato sarebbe spacciato se infatti la pattuglia di Italia Viva dovesse votare la mozione di sfiducia presentata dal centrodestra oppure quella di Emma Bonino. Il che si tradurrebbe in un’automatica crisi di governo, il quale di conseguenza potrebbe cadere. Ad ammetterlo, senza girarci troppo intorno, è adesso anche il capogruppo Pd alla Camera. In caso di sfiducia a Bonafese “si apre una vera crisi senza dubbio, non c’è dubbio”, ha detto Graziano Delrio a Un giorno da pecora su Rai Radio 1.

Governo stai sereno?

“Non è che si può pensare di sfiduciare il ministro della Giustizia e pensare che la cosa si concluda con una pacca sulle spalle”, ha specificato poi l’esponente dem. “Io però sono abbastanza sereno, la cosa si supererà”, ha poi affermato Delrio. Di fronte alla possibilità che i renziani votino contro un ministro del governo di cui fanno parte, il capogruppo Pd si dice insomma “sereno”. Non ci pare propriamente arguta la scelta di questo aggettivo, visti i precedenti, ma tant’è. D’altronde di fronte all’incertezza totale ci potevamo aspettare altrimenti il solito “moderato ottimismo”, oppure un sempreverde appello alla “responsabilità”. Il capogruppo dem, non sa dire (o non vuol dire) quante possibilità ci siano che Italia Viva voti la sfiducia a Bonafede dal suo punto di vista.

La “grazia” di Renzi

“Possono recitare la preghiera ‘non ci indurre in tentazioni’, il ‘Padre Nostro’, è una preghiera comune”, ha dichiarato con tono quasi ieratico Delrio. “Spero non si facciano tentare da una sfiducia, non avrebbe un significato per il Paese in un momento così difficile. Confido che le cose si sistemeranno dopo l’intervento del ministro”, ha puntualizzato il parlamentare del Pd. Sta di fatto che mentre per Delrio c’è effettivamente il rischio di una crisi di governo, altri esponenti dem si dicono sicuri che questa non si verificherà. E’ il caso ad esempio di Paola De Micheli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: “Non rischia né il governo Conte né Alfonso Bonafede”, ha dichiarato l’esponente dem emiliana. La sensazione, solite contraddizioni a parte in casa Pd, è che Renzi abbia già deciso di “graziare” Bonafede per far pesare di più il suo ruolo all’interno della maggioranza giallofucsia.

Eugenio Palazzini

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2 Commenti

  1. “Non rischia né il governo Conte né Alfonso Bonafede”
    Non riischia nessuno.
    Il rischio è stato tutto cacolato.

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