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Roma, 25 nov – Tappeto rosso, domande comode comode e nessun contraddittorio per Carola Rackete, ospite di un sempre più cerimonioso Fabio Fazio a Che tempo che fa su Rai2. Il profumato conto, come sempre, lo pagheranno gli italiani, che ieri sera hanno avuto il privilegio di farsi fare la morale immigrazionista in diretta dalla “capitana” della Sea Watch. Che deve anche vendere il suo ultimo libro-manifesto programmatico, bisogna pubblicizzare pure quello.

Una fuorilegge alla Rai

Che tempi curiosi sono questi, dove una fuorilegge viene invitata a propagandare i suoi “ideali” alla tv di Stato, accolta e acclamata come una eroina dopo aver messo a repentaglio la vita di 5 militari italiani per “salvare” 40 clandestini (che in pericolo di vita non erano). Così, bissando le modalità dell’“intervista” concessa a Corrado Formigli poco tempo fa, ieri sera ce la siamo ritrovata sulla Rai, accompagnata dalla onnipresente Giorgia Linardi, portavoce di Sea-Watch Italia, e Muhamad Diaoune, giovane senegalese e calciatore della Sant’Ambroeus F.C. di Milano, squadra di richiedenti asilo e rifugiati.

Qualcuno ebbe il coraggio di intervistarla sul serio

Più che un’intervista, il copione di una recita: domande che sembravano scritte su misura per presentare le risposte, un grottesco, inutile pro-forma: così diversa da quella che la Rackete concesse ai giornalisti (veri) della Bbc nel merito della trasmissione Hard Talk, dove l’intervistatore, attraverso domande franche, dirette, chirurgiche, rivelò l’inconsistenza delle teorie di Carola che non seppe fare altro che fornire che risposte imbarazzanti arroccate su una monotona, traballante difesa ideologica.

Apre Tiziano ferro

A Tiziano Ferro il compito dell’apripista: il cantante ha recitato un breve monologo incentrato sull’importanza della parola, perché “le parole hanno un peso, ma non lo ricordiamo e questo si nasconde dietro i messaggi di bullismo. Le parole hanno un peso, ne ribadisco la pericolosità. Ed è necessario esserne consapevoli quando le si scagliano contro l’animo di una adolescente troppo fragile per poter decidere o scegliere”. E poi l’invito ad introdurre ulteriori misure liberticide per imbavagliarci tutti e far contenti gli snowflakes: “L’apologia dell’odio non è un reato che va dovrebbe poter cadere in prescrizione. Ma in questo Paese una legge contro l’odio non c’è. Quindi, bulli e odiatori italiani, tranquilli, siete liberi. Io intanto aspetto tempi, nei quali magari le parole avranno un peso”.

Inizia lo show

Tocca poi a Carola, che si dice insoddisfatta di come vengono gestiti i flussi migratori, anche perché “la nostra nave è ancora bloccata”. Sai com’è: esiste pur sempre una legge, anche se la nostra “capitana” si sente al di sopra di essa… Poi si passa alle testimonianze strappalacrime di Muhamad Diaoune e della Linardi, messi lì per fare da contraltare emotivo alla narrazione di Rackete: gli occhi lucidi del giocatore della prima squadra di calcio italiana di immigrati, i racconti frammentari, lasciati tra il detto e il non detto per creare un maggiore impatto emotivo, l’appello accorato della “madonnina” di Sea Watch: tutto orchestrato alla perfezione. Un capolavoro di propaganda, per chi ci vuole credere. Seguono le tirate d’orecchi all’Europa della capitana e la chiusura finale in salsa ambientalista. Da Fazio solo toni cerimoniosi. Non una parola sullo speronamento, non una parola che possa metterla in difficoltà, nulla di nulla. Scroscio di applausi alla fine.

Cristina Gauri

3 Commenti

  1. Lombrosianamente ….
    2 persone vomitevoli ….
    sguardo inespressivo , anaffettivo , incapaci di emozioni , ma orgoglioni della propria
    inutilità dannosa .