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Roma, 2 mag – Fedez sfrutta il palco del concertone del primo maggio per attaccare la Lega sul ddl Zan e la Rai che voleva censurarlo: ma Salvini lo invita a bere un caffè per due chiacchiere e viale Mazzini chiarisce che non c’è stata alcuna censura. Fedez, che incarna la sinistra con l’autotune, infatti ha letto per intero il suo intervento al concertone. Ma ciononostante alza un polverone perché voleva fare nomi e cognomi dei consiglieri leghisti che avrebbero fatto dichiarazioni omofobe e invece la vicedirettrice di Rai3 Ilaria Capitani gli ha fatto presente che il contesto non era quello adatto – la festa dei lavoratori. Mentre uno degli organizzatori faceva presente che non era il caso di fare nomi e cognomi. Il tutto documentato non proprio casualmente in un video della telefonata non proprio casualmente in vivavoce tra il marito della Ferragni e la dirigente Rai. Filmato in cui sono stati operati dei tagli – come chiarisce la Rai in una nota – prima che venisse pubblicato dallo stesso Fedez. I nomi e cognomi però, come abbiamo detto, il cantante li ha fatti. Mentre all’indomani della polemica tutti ancora ne parlano, il dato è che Fedez, paladino del ddl Zan e ideatore di una linea di smalti, si è fatto una enorme pubblicità, promuovendo al contempo la legge-bavaglio contro l’omotransfobia.



Fedez alza un polverone al concertone del primo maggio

Ieri prima ancora che Fedez salisse sul palco la notizia del giorno non era il concertone o men che mai la festa dei lavoratori – che hanno ben poco da festeggiare – bensì cosa avrebbe detto il cantante. “E’ la prima volta che mi succede di dover inviare il testo di un mio intervento perché venga sottoposto ad approvazione politica, approvazione che purtroppo non c’è stata in prima battuta, o meglio dai vertici di Rai3 mi hanno chiesto di omettere i partiti e i nomi e di edulcorarne il contenuto. Ho dovuto lottare un pochino ma alla fine mi hanno dato il permesso di esprimermi liberamente”. Così Fedez ha pubblicizzato quanto avrebbe detto di lì a poco.

La Rai smentisce censure preventive

Dal canto suo, la Rai ha smentito pressioni e censure preventive. “Rai3 e la Rai sono da sempre aperte al dibattito e al confronto di opinioni, nel rispetto di ogni posizione politica e culturale. È fortemente scorretto e privo di fondamento sostenere che la Rai abbia chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al tradizionale Concertone del primo maggio, per il semplice motivo che è falso, si tratta di una cosa che non è mai avvenuta. Né la Rai né la direzione di Rai3 hanno mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista del concerto”. Ma Fedez in diretta ha comunque calcato la mano: “Voglio dirvi che dalla vicedirettrice di Rai3 questo mio intervento è stato definito inopportuno“. E a fine serata ha pubblicato sui social il video con la registrazione della telefonata. Tutto preparato, dunque. Ma ecco che cosa ha veramente detto la Capitani.

Ecco cosa ha detto veramente la vicedirettrice di Rai3

“Mi scusi Fedez, sono Ilaria Capitani, vicedirettrice di Rai3, la Rai non ha proprio alcuna censura da fare. Nel senso che la Rai fa un acquisto di diritti e ripresa, quindi la Rai non è responsabile né della sua presenza, ci mancherebbe altro, né di quello che lei dirà. Ci tengo a sottolinearle che la Rai non ha assolutamente una censura, ok? Non è questo. Dopodiché io ritengo inopportuno il contesto, ma questa è una cosa sua”.

Il cantante attacca il governo

Ma cosa ha detto Fedez? Ha attaccato il governo e soprattutto la Lega. “Per i lavoratori dello spettacolo questa non è più una festa. Caro Mario (Draghi, ndr), io capisco perfettamente che il calcio è il vero fondamento di questo Paese, però non dimentichiamo che il numero dei lavoratori del calcio e il numero dei lavoratori dello spettacolo si equivalgono. Quindi non dico di spendere qualche soldo, ma almeno qualche parola, un progetto di riforma in difesa di un settore che è stato decimato da quest’emergenza e che è regolato da normative stabilite negli anni Quaranta e mai modificate sino ad oggi. Quindi Caro Mario, come si è esposto nel merito della SuperLega con grande tempestività sarebbe altrettanto gradito il suo intervento per il mondo dello spettacolo“.

Poi attacca la Lega sul ddl Zan

Ma il bersaglio grosso, come da copione, era il presidente leghista della commissione Giustizia al Senato (dove è incardinato il ddl Zan). “Due parole sull’uomo del momento, il sonnecchiante Ostellari. Ecco Ostellari, ha deciso che un disegno di legge di iniziativa parlamentare quindi massima espressione del popolo, che è già stato approvato alla Camera, come il ddl Zan può essere tranquillamente bloccato dalla voglia di protagonismo di un singolo. Cioè se stesso. Ma d’altronde Ostellari fa parte di uno schieramento politico che negli anni si è distinto per la sua grande lotta all’uguaglianza, vorrei decantarvi un po’ dei loro aforismi”. Di qui seguono alcuni virgolettati con i famosi nomi e cognomi di consiglieri e esponenti della Lega.

E attacca pure Coghe e Pillon

Non è mancato poi un attacco ai cattolici contrari alla legge-bavaglio. “Il presidente dell’associazione Pro-Vita, l’ultracattolico e antiabortista Jacopo Coghe, amicone del leghista Pillon, in questi mesi è stato la prima voce a sollevarsi contro il ddl Zan. L’antiabortista non si è accorto però che il Vaticano ha investito più di 20 milioni di euro in un’azienda farmaceutica che produce la pillola del giorno dopo. Quindi cari antiabortisti, caro Pillon, purtroppo avete perso troppo tempo a cercare il nemico fuori, e non vi siete accorti che il nemico ce l’avevate in casa. Che brutta storia”.

Salvini non abbocca e invita Fedez a bere un caffè

L’attacco alla Lega sferrato da Fedez dal concertone (di sinistra) però non ha scatenato le ire di Salvini, anzi. “Adoro la Libertà. Adoro la musica, l’arte, il sorriso. Adoro e difendo la libertà di pensare, di scrivere, di parlare, di amare. Ognuno può amare chi vuole, come vuole, quanto vuole. E chi discrimina o aggredisce va punito, come previsto dalla legge. È già così, per fortuna”, chiarisce il leader della Lega. “Chi aggredisce un omosessuale o un eterosessuale, un bianco o un nero, un cristiano o un buddhista, un giovane o un anziano, rischia fino a 16 anni di carcere. È già così“, spiega.

Reinvito Fedez a bere un caffè, tranquilli, per parlare di libertà e di diritti. Il diritto alla vita ed all’amore sono sacri, non si discutono. Per me anche il diritto di un bimbo a nascere da una mamma e un papà è sacro, mentre il solo pensiero dell’utero in affitto e della donna pensata come oggetto mi fanno rabbrividire. Così come, da padre, non condivido che a bimbi di 6 anni venga proposta in classe l’ideologia gender, o si vietino giochi, canti e favole perché offenderebbero qualcuno. Non scherziamo. Viva la Libertà, che non può imporre per legge di zittire o processare chi crede che la famiglia, come anche la Costituzione prevede, sia la cellula, il nucleo, il cuore, il passato, il presente e il futuro del mondo“, conclude Salvini in un post su Facebook.

In conclusione, la sinistra oggi si straccia le vesti contro la censura Rai – che però non c’è stata – e ribadisce che il ddl Zan va assolutamente approvato. Da Zingaretti a Fiano e alla Boldrini, lo scontro Fedez-Rai (basato sul nulla) serve a rilanciare l’urgenza della legge-bavaglio contro l’omotransfobia.

Adolfo Spezzaferro



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8 Commenti

  1. Niente di nuovo, gli artisti (nel caso di Fedez è una parola grossa…), hanno sempre fiutato i desiderata del potere, ed anche in questo caso si sono tutti appiattiti sulle tematiche dei diritti “civili”.Perché è abbastanza chiaro che sarebbe stato molto più rischioso esprimersi contro il dl Zan che non a favore(e non avrebbe avuto neanche la levata di scudi piagnucolosa sulla libertà di pensiero e bla bla bla).
    Coloro che lodano Fedez oggi, sono gli stessi (o i loro figli spirituali) che negli anni 90, gridavano allo scandalo(e invocavano l’Antitrust) quando conduttori fininvest incensavano Berlusconi(o che lodano oggi Bergoglio quando si intromette di questioni politiche parlando di migranti, ma denunciavano inaccettabili intromissioni della Chiesa quando questa parlava di questioni etiche non gradite ).
    Usare il palco della festa dei lavoratori per supportare cause care al mondo progressista e sulle quali nel Paese non vi è per nulla unanimità di vedute, è un gesto squallido, che però sicuramente avrà portato al mediocre cantante lombardo tanta pubblicità a buon mercato
    Il mondo della sinistra italiana odierna merita di avere referenti culturali come Fedez.
    Il buon Gramsci sono sicuro si stia rivoltando nella tomba…

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