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Roma, 2 mag – Quanto costa il lockdown all’economia italiana? Quasi 500 milioni di euro. Ogni giorno. Mezzo miliardo praticamente bruciato tra chiusure, colori delle regioni, coprifuoco e chi più ne ha più ne metta. Non bastasse la stagnazione secolare in cui siamo invischiati dall’ingresso nell’euro, il nostro Pil (reale) è così tornato ai livelli di fine secolo scorso. E la frenata registrata nell’ultimo trimestre del 2020 è proseguita anche nei primi tre mesi del nuovo anno.

Quanto costa il lockdown: ecco i conti

A fare i conti in tasca alle misure di confinamento ha pensato il giornalista de La Verità Fabio Dragoni, che si è armato di carta e penna (e dati sul Pil) per analizzare l’impatto economico dei cosiddetti “Npi”, gli interventi “non farmaceutici” (in inglese nonpharmaceutical interventions, da cui l’acronimo) adottati a partire dalla fine di febbraio 2020. Allentati in parte durante l’estate, sono poi tornati alla ribalta in autunno. Per venire ulteriormente confermati, sia pur spesso a macchia di leopardo, anche nel 2021.

Il calcolo di quanto costa il lockdown è, in sé, abbastanza semplice. Dragoni lo suddivide in diverse finestre temporali, a seconda della rigidità delle serrate imposte dal governo. Partiamo quindi dal 22 febbraio al 31 marzo 2020, 38 giorni di chiusura che sono valsi, nel trimestre di riferimento, 24 miliardi di perdita del Pil: fanno 640 milioni al giorno. Sono 78 invece i miliardi persi dal 1 aprile al 30 giugno, arco nel corso del quale (sia pur solo nel primo mese) l’Italia ha fatto i conti con la chiusura totale: quasi 870 i milioni di perdita ogni giorno. Con l’allentamento delle restrizioni, cala anche l’intensità: fino al 30 settembre perdiamo quotidianamente 240 milioni, che risalgono a più di 310 nel successivo (e ultimo) trimestre.

E’ vero che nel corso dei vari periodi presi in considerazione le decisioni sui confinamenti sono state estremamente diversificate. Sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, oltre al dato della dispersione geografica su base regionale quando non addirittura intra-regionale. Ciò non toglie che si possa comunque operare una stima annuale. A fronte di una perdita cumulata di Pil pari a 153 miliardi, i 310 giorni di chiusura ci sono così costati, ciascuno, quasi 500 milioni di euro.

Filippo Burla

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