fendi colosseo quadrato terrazza
La sopraelevazione “spuntata” sulla terrazza del Colosseo Quadrato

Roma, 17 ott – Una delle costruzioni architettoniche più belle mai realizzate al mondo, probabilmente il miglior modello rappresentativo della cultura razionalista, sicuramente un gioiello nel cuore di uno dei quartieri più belli di Roma. Di cosa stiamo parlando? Del Palazzo della Civiltà Italiana, meglio noto come Colosseo Quadrato, stupenda opera realizzata dagli architetti Giovanni Guerrini, Ernesto Lapadula, Mario Romano.

Dal luglio 2013 l’edificio, di proprietà di Eur Spa, è stato concesso in affitto al gruppo di alta moda Fendi con un mensile di 240mila euro fino al 2028. La decisione all’epoca fece scaturire molte polemiche, soprattutto dal mondo di quella cultura affezionata ai benefici che il razionalismo ha donato alla nostra nazione. La più grande preoccupazione da parte di coloro che mossero delle critiche in merito a questa decisione, era basata su un principio molto semplice: cosa farà del Colosseo Quadrato il patron del lusso francese Bernard Arnault, proprietario di diversi marchi di alta moda tra cui Fendi, una volta che potrà sfruttare a suo piacimento uno dei capolavori dell’architettura italiana? La risposta non ha tardato ad arrivare. Proprio in questi giorni, infatti, un vero è proprio scempio è stato avvistato sulla terrazza di copertura del palazzo, si tratterebbe di una sopraelevazione posticcia che a quanto pare è stata realizzata senza alcun interesse a preservare l’integrità e la bellezza di un monumento di simile importanza.


La nuova costruzione ha immediatamente scatenato l’indignazione di molti cittadini, i quali sulla rete hanno espresso la propria rabbia, chiedendo a chi di competenza d’intervenire. Ed effettivamente, Eur spa avrebbe il dovere d’intervenire al più presto, tenendo anche conto che la vicenda è già arrivata fino alla Camera, dove il capogruppo di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli ha presentato un’interrogazione parlamentare, chiamando in causa il ministro Franceschini.

Ci chiediamo come si possa permettere a dei privati di deturpare qualcosa che non è soltanto un parte importante dell’urbanistica della capitale, ma parliamo di una di quelle opere monumentali che parlano della grandezza del nostro popolo, della nostra civiltà e storia. Il marmo del Palazzo della Civiltà Italiana rappresenta il nostro sangue, il sangue di ogni italiano degno di questo nome. Non può essere lasciato in balia del multimiliardario straniero di turno, il quale non ha alcun interesse a preservare la sacralità del nostro marmo, ma soltanto il peso del proprio portafogli.

Mauro Pecchia

Commenti

commenti

2 Commenti

  1. Dove trovo il Suo articolo di rettifica in cui si spiega che, in accordo con la Sovrintendenza, lo scempio di cui scrive è solo temporaneo, finalizzato all’evento inaugurale? Un articolo nel quale magari spiega pure che l’impegno – a fini squisitamente di immagine, certo, ma un ritorno un investitore dovrà pure averlo, no? – prevede mostre visitabili a gratis per il pubblico nel Palazzo altrimenti in disuso? Magari pure con un cenno al fatto che El Conquistador, orrido Conquistador, abbia contribuito economicamente al restauro, per dire, di Fontana di Trevi? Troppo sarebbe chiedere invece un ulteriore articolo in cui, come scrive Lei qui, si dica pure che “in balia del multimiliardario straniero” ci sono anche gli stipendi di circa 7000 (settemila) italiani. Buona domenica.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here