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Roma, 26 feb – Alla fine l’evento è stato annullato. Le due drag queen Cristina Prenestina e Paola Penelope stamattina non leggeranno fiabe gender ai bimbi presso la biblioteca interculturale “Cittadini del Mondo”. L’iniziativa, che figurava pubblicizzata anche sul sito del Comune di Roma, è stata sospesa dopo il vespaio di polemiche sollevato ieri da Fratelli d’Italia e Lega.  L’evento doveva essere il primo di tre incontri «finalizzati a far conoscere storie di inclusione e amicizia senza pregiudizi di genere». Un bel tentativo, patrocinato dalla giunta Raggi, di indottrinare i bambini alla diluizione dell’identità sessuale, fin dalla più tenera età.

Ufficialmente la scusa è il coronavirus, come si può leggere sulla pagina Facebook della biblioteca: “La decisione di sospendere le uscite didattiche presa dal Ministero dell’Istruzione ci ha costretti ad annullare l’evento Fiabe e racconti di inclusione e amicizia per bambin* e ragazz*. Intanto qui in Biblioteca puoi trovare le fiabe e i racconti”. Segue fotografia dei volumi da cui le due drag avrebbero letto le storielle gender, dagli evocativi nomi quali: C’è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa?, o Middlesex, romanzo che parla di incesto tra fratelli e sesso gay tra ragazzine minorenni.

La decisione di sospendere le uscite didattiche presa dal Ministero dell'Istruzione ci ha costretti ad annullare l'…

Gepostet von Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo am Dienstag, 25. Februar 2020

 

Sarà il coronavirus, sarà stato il fuoco incrociato delle denunce di Lega e FdI, ma la lettura è stata annullata, e, almeno per oggi, a nessuno sarà consentito di sperimentare il gender con i cervelli di bimbi di pochi anni. Il consigliere regionale della Lega Laura Corrotti, che ieri in un post su Facebook si era scagliata contro l’amministrazione capitolina, definisce la sospensione dell’evento come un'”operazione di buon senso”, sebbene “sarebbe stato meglio che all’interno della motivazione ci fosse una presa di coscienza” anziché “la scusa del Coronavirus”.

A chiedere l’annullamento della lettura era stata ieri anche Giorgia Meloni: «Due drag queen parleranno di “inclusione” e “amicizia” a bambini dai 3 anni in su in una scuola di Roma. Il tutto pubblicizzato sul sito ufficiale del Campidoglio. Solo a me sembra una follia? Giù le mani dai bambini», a cui erano seguite le proteste di Andrea De Priamo, capogruppo in Campidoglio, Fulvio Giuliano, vicepresidente del Consiglio del Municipio VII e Domenico Carlone capogruppo nel VII Municipio: «L’utilizzo dei termini ’bambin* e ragazz*’ – come riportato nella locandina dell’evento – caratterizza proprio l’intento di indirizzare i più piccoli verso teorie legate all’annullamento delle identità».

Sul tema era intervenuto anche il presidente del Family Day Massimo Gandolfini. «Mentre ancora qualcuno nega l’esistenza del gender, sebbene anche Papa Francesco lo abbia definito un errore della mente umana, il comune di Roma offre il patrocinio, con tanto di pubblicità sul sito istituzionale, ad uno spettacolo di letture di fiabe e racconti eseguiti da Drag Queen e rivolti anche bambini della scuola dell’infanzia», dice Gandolfini. «Come al solito chi dice di voler esaltare le differenze e l’integrazione poi arriva persino a diluire le identità sessuali con un asterisco. Da psicoterapeuta e neurochirurgo ribadisco con forza che l’identità sessuata di una persona prescinde dall’orientamento sessuale e mortificarla al punto tale da inventare una nuova grammatica avvilisce proprio intelligenza dei bambini e della bambine che sono in una fase delicatissima della strutturazione della propria personalità». Dito puntato anche contro «il modello ipersessualizzato e caricaturale delle drag queen», assolutamente inappropriato da presentare a dei bambini.

Cristina Gauri

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