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Fiera delle contraddizioni in Francia: Camara copre il logo anti-omofobia della Ligue 1

by Andrea Grieco
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anti-omofobia

Roma, 20 mag – Scoppiano le polemiche in Francia in occasione della giornata dedicata dalla Ligue 1, il massimo livello professionistico del calcio francese, alla lotta contro l’omofobia. Nella giornata di ieri, durante l’incontro disputatosi allo Stadio Louis II tra Monaco e Nantes, il centrocampista della compagine del Principato e della nazionale del Mali Mohamed Camara ha deciso di scendere in campo coprendo con un cerotto adesivo il logo anti-omofobia che, per l’occasione, hanno esposto sulle maglie tutti i giocatori per l’ultima giornata del campionato transalpino. Sempre in occasione della stessa partita, il calciatore egiziano del Nantes Mostafa Mohamed ha addirittura scelto di non disputare l’incontro per non partecipare alla campagna contro l’omofobia.

I giocatori contro il logo anti-omofobia

Il caso è subito esploso nell’inclusiva e corretta Francia. Diverse le voci di protesta che hanno chiesto alla federazione francese sanzioni esemplari per i due calciatori. Camara, oltre a nascondere il logo per la giornata contro l’omofobia, ha anche annerito con un pennarello nero il logo della Ligue 1 presente sulla manica della divisa di gioco. L’attaccante de Les Canaris Mohamed, invece, era già stato sanzionato dal club quando, lo scorso anno, si era rifiutato di giocare a Tolosa, sempre in occasione della giornata dedicata alla lotta all’omofobia.

Un problema interno alla “inclusiva” Francia

Le evidenti contraddizioni all’interno della società francese emergono in maniera sempre più chiara mandando in cortocircuito i progressisti e benpensanti. Alla fine, si scopre come sia proprio la componente allogena alla società francese ed europea composta dalla schiera di immigrati (dalla prima fino alla quarta o quinta generazione), coccolata dalla sinistra pro-immigrazione, ad essere la meno disposta a sottostare a tutte quelle derive arcobaleno figlie della cultura woke e del politicamente corretto “inclusivo”. Sarà forse che il problema non siano tutti quei movimenti o gruppi identitari che Macron reprime con tanta ferocia ma la stessa società multirazziale costruita con decenni di politiche progressiste?

Andrea Grieco

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