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Firenze, 10 feb – Da questa mattina a Firenze esiste un grande giardino pubblico intitolato a Norma Cossetto, la giovane istriana stuprata, uccisa e gettata nelle foibe dai partigiani jugoslavi con la complicità di quelli italiani. Tutto nasce da un atto presentato dal centrodestra fiorentino, poi approvato dal Consiglio Comunale con il parere positivo del Partito Democratico ed eseguito dal Comune di Firenze. Intorno alle 11.30, presso l’area verde posta a Sorgane nel Quartiere 3, si sono radunati esponenti di quasi tutti i partiti, rappresentanze dei movimenti identitari e numerosi cittadini. Assente, ovviamente, l’estrema sinistra.

 

Firenze, un giardino a Norma Cossetto. Ma non basta

Una conquista davvero molto importante, arrivata dopo anni di intense attività portate avanti per il riconoscimento della verità. Cortei, commemorazioni, conferenze, pubblicazioni editoriali e varie azioni di sensibilizzazione si sono susseguite negli anni per cercare di squarciare il velo di omertà che ancora regnava fino a pochi anni fa sulla vicenda delle foibe. Il riconoscimento di oggi alla memoria di Norma Cossetto è un ulteriore, significativo, passo in avanti, soprattutto perché una parte della sinistra ha finalmente capito che non si poteva più tacere. Un tardivo ma comunque apprezzabile mea culpa, che non li assolve dal passato ma gli consente di costruirsi un futuro di innocenza.
Adesso, per chi auspica un Ricordo realmente condiviso, l’obiettivo è eliminare quelle orribili scorie negazioniste o giustificazioniste ancora presenti.

Prima di scoprire la targa, dopo gli interventi dei propri esponenti, il Partito Democratico, a dire il vero un po’ in imbarazzo, ha voluto dare la parola al direttore dell’Istituto storico della resistenza. Un organo che più volte si è espresso sulla vicenda con toni omissivi, promuovendo una ricostruzione dei fatti tendenzialmente assolutoria nei confronti dei Titini, per ragioni non certo storiche ma meramente ideologiche. Motivo per cui i militanti di Firenze Identitaria in quel frangente si sono allontanati in segno di disapprovazione.
Se vogliamo veramente costruire una memoria condivisa su questo tema, chi sminuisce o distorce i fatti non può essere coinvolto in eventi istituzionali né tantomeno parlare nelle scuole, come spesso è avvenuto.

L’importanza e il rispetto della verità storica

L’Istituto storico della Resistenza, dopo la morte del dittatore Tito nel 1980, organizzò un convegno sul ‘commovente contributo italiano alla resistenza in Jugoslavia’. Un “commovente contributo” fornito anche nell’efferato omicidio di Norma Cossetto. Sua sorella Licia Cossetto (1923-2013), infatti, testimoniò che a razziare la casa di famiglia vi erano anche partigiani italiani, così come nella caserma dove fu arrestata per poi essere trasferita, sottoposta a sevizie e stupri da ben 17 aguzzini comunisti e poi gettata in una foiba.

Che il Ricordo si allarghi in modo più trasversale possibile è estremamente positivo e ulteriormente auspicabile, ma questo deve avvenire nel pieno rispetto della verità storica di quanto accaduto ai 25.000 Martiri delle Foibe. Senza dimenticare mai che l’Istria è una terra spiritualmente, culturalmente e geograficamente italiana. Altrimenti anziché onorarli, finiremmo per oltraggiarli. Cosa che non possiamo assolutamente permettere.

Saverio Di Giulio

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