Firenze, 8 feb — L’ha colpita con una furia bestiale per sottrarle la borsa, massacrandole il volto e lasciandola in una pozza di sangue in pieno centro a Firenze: è finito in manette un immigrato gambiano senza fissa dimora che il 2 febbraio scorso era stato denunciato per un’aggressione simile a un’altra donna e nel marzo 2017 era stato arrestato per tentato omicidio in provincia di Isernia. Avrebbe dovuto trovarsi dietro le sbarre, o essere espulso dal nostro Paese, e invece domenica mattina ha incontrato sulla sua strada la signora Maria Grazia, 65 anni di Sesto Fiorentino.

Gambiano massacra donna in centro a Firenze

Il volto tumefatto in più punti, i punta di sutura al mento e all’occhio, gli incisivi saltati per la violenza dei pugni: piano piano andrà tutto a posto, con l’aiuto dei medici. Ciò che invece, per il momento, appare insanabile è il trauma subito dalla signora. «Non sono abituata a piangere di fronte ad altre persone, però quando sono sola sì, certo che piango, resto sul divano e mi scendono le lacrime, davanti a me scorre sempre quella scena di domenica mattina», racconta al Corriere. Maria Grazia quella mattina si stava recando al lavoro. «Faccio le pulizie in un negozio del centro di Firenze, mi alzo alle 4.45 ogni mattina». Sono le 6.30, il gambiano le si para davanti. «Improvvisamente un uomo africano si avvicina e mi colpisce con due pugni sul volto. Mi prende in un occhio, poi in bocca, il telefono cade a terra, urlo disperata, chiedo aiuto ma non passa nessuno, mi passa tutta la vita per la mente, poi altre manate, mi spinge a terra, cerco di mettere le mani all’indietro per non cadere con la nuca, mi sfila la borsa e scappa, tremo di terrore».

Perché non era in carcere?

La donna giace riversa in una pozza di sangue, ma ha la presenza di spirito di alzarsi e chiedere aiuto. Arrivano i soccorsi e Maria Grazia viene trasferita all’ospedale Santa Maria Nuova, mentre i carabinieri rintracciano e arrestano il gambiano. «Provo tanta rabbia, rabbia per tutto quello che è successo e che forse non doveva succedere. Come può una donna che va a lavorare subire un’aggressione del genere nel centro di Firenze? Perché tanta violenza?». Una sola domanda: perché era libero di girare per strada? «Quell’uomo aveva aggredito un’altra donna pochi giorni prima, non aveva documenti». Nonostante l’aggressione, la signora fa dei distinguo sugli immigrati: «ci sono quelli buoni e quelli cattivi, come succede per gli italiani: quelli buoni devono essere integrati, ma quelli cattivi dovrebbero essere puniti e non dovrebbero avere la libertà di aggredire una donna indifesa in mezzo alla strada. Forse è il sistema che non funziona». Lo vado a domandare al sindaco Nardella.

Cristina Gauri

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7 Commenti

  1. Signora cara, questi sono gli effetti dell’accoglienza; ormai siamo agli ordini dell’Europa e non possiamo nemmeno alzare la voce. Il problema non è il gambiano, ma lo stesso problema è il marocchino, il nigeriano, il pachistano, il tunisino, e chi più ne ha più ne metta. Con questa storia dell’accoglienza saranno loro i nuovi padroni dell’Italia, con il favore del PD occuperanno seggi in Comune, Regione, Parlamento e poi ci faranno fuori. Questo perché noi da guerrieri che eravamo siamo diventati prede ovvero pecore. Ce lo saremo meritato, mal voluto non è mai troppo. A menoché i nostri figli non riescano a far fuori questo partito che di umano e di Italiano non ha niente.

  2. cosa diavolo si vuol chiedere,al sindaco?
    deve seguire le leggi.
    e le leggi sono almeno quarant’anni che fanno di tutto per umettare il deretano ai delinquenti di ogni razza e colore,
    specialmente immigrati…
    e cercare in ogni modo di tenerli FUORI dalla galera,
    trattandoli MEGLIO dei cittadini onesti.

    andrà a finire in un bagno di sangue,come è logico..
    quando i cittadini si sveglieranno una buona volta e si renderanno conto di essere completamente abbandonati alla mercè della feccia,
    dallo stesso stato che continua ad opprimere le persone perbene con obblighi,tasse ed adempimenti infiniti.

    perchè io ho sepolto da poco mia madre,di 85 anni.
    se gli fosse capitato qualcosa del genere
    e io ero appena nei paraggi,questo roito immondo
    non ne usciva vivo,
    e non sto scherzando:
    ho capito da tempo che quella che ti fai con le tue mani è
    L’UNICA giustizia che puoi avere,in questa pagliacciata di paese.

    e come lo ho capito io…
    se ne sono resi conto IN TANTI:
    quello che succederà,
    – e succederà,molto presto –
    è solo una conseguenza.

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