C.S FOTI AL LUMINA_0002Bolzano, 17 nov – ”Quella che mi è stata fatta non è altro che discriminazione politica. Ora inizia una nuova avventura in ambito sindacale dove certo continuerò a perseguire quelli che sono i miei ideali”. Con queste parole Caterina Foti, ex sindacalista altoatesina della UIL, ha annunciato stamani alla stampa il suo interesse nell’entrare attivamente nel sindacato UGL.

Come si ricorderà, il caso Caterina Foti è scoppiato dopo che questa (candidata alle scorse elezioni comunali di Bolzano con “Alto Adige nel Cuore”) ha deciso di lasciare il partito di centrodestra entrando in CasaPound.

Sin da subito il segretario della UIL altoatesina Toni Serafini ne aveva chiesto l’espulsione considerando il movimento della tartaruga frecciata antidemocratico e quindi, in netto contrasto con i principi della UIL, Caterina Foti non sarebbe più stata in grado di rappresentare il sindacato per il quale fino ad oggi ha lavorato (sebbene sospesa).

Presenti stamani, nel corso della conferenza stampa a Bolzano, il segretario generale UGL Tadeo Albanese, il segretario nazionale UGL delle telecomunicazioni Stefano Conti e Davide Palotti dirigente confederale UGL.

“Ho avuto modo di conoscere bene e attentamente i segretari nazionali del sindacato UGL – ha dichiarato Foti – con loro stiamo adesso valutando e studiando quelle che possono essere le prospettive future di una prolifica collaborazione in Alto Adige. Quello che mi sento di ribadire, è che in alcun modo mi tiro indietro circa quelle che sono le mie posizioni e i miei principi. La cosa comunque resta chiara e sotto agli occhi di tutti: quel che mi è stato fatto da parte dei ”democratici” della UIL non è altro che discriminazione politica. Per me adesso inizia una nuova e felice avventura in ambito sindacale, dove sono certa potrò continuare a perseguire quelli che sono i miei ideali sempre pensando in primis al bene di coloro che avrò piacere di aiutare”.

L’annuncio di Caterina Foti precede l’assemblea nazionale della UIL prevista per i primi giorni di dicembre tra i cui ordini del giorno in discussione c’era anche la proposta di espulsione avanzata dall’assemblea altoatesina circa una settimana fa.

Mirco Minisini

(Crediti foto: Luca Bocchin)

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