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Francia, prof mostra quadro di “Diana e Atteone”: alunni musulmani lo accusano di islamofobia

by Michele Iozzino
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Diana e Atteone

Roma, 12 dic – Nella scuola dove appena qualche anno fa un professore fu ucciso per aver mostrato in classe alcune vignette di Charlie Hebdo che ritraevano Maometto, alcuni studenti sono insorti contro un insegnante che ha mostrato durante la sua lezione di francese il quadro Diana e Atteone del pittore Giuseppe Cesari. Il motivo? Nel dipinto sono presenti alcune donne nude.

Francia, alunni contro il prof che ha mostrato “Diana e Atteone”

Il caso è scoppiato nella scuola Jacques-Cartier d’Issou nel dipartimento delle Yvelines in periferia di Parigi. L’istituto era già tristemente balzato agli onori della cronaca quando, il 16 ottobre 2020, un diciottenne di origine cecena di nome Abdoullakh Anzorov aveva assassinato e decapitato Samuel Paty perché quest’ultimo aveva mostrato ai suoi studenti alcune caricature di Maometto del 2012 tratte dal giornale satirico Charlie Hebdo. Questa volta l’oggetto della discordia è Diana e Atteone di Giuseppe Cesari. Cesari è stato un importante esponente del tardo manierismo. Il quadro in questione ritrae una scena delle Metamorfosi di Ovidio, dove nel corso di una battuta di caccia Atteone sorprende la dea Diana mentre si lava in un fiume insieme ad alcune ninfe. Motivo per cui, secondo il mito, Atteone verrà trasformato in cervo e sbranato dai suoi stessi cani.

La protesta degli insegnanti

Evidentemente, alcuni studenti hanno voluto rivaleggiare in pudore con la stessa Diana, riferendo di essersi sentiti offesi e scioccati per la nudità delle ninfe e della dea. La storia però non finisci qui, gli studenti hanno anche accusato il professore di aver fatto delle dichiarazioni razziste e islamofobe. Versione che è stata contestata e smentita dal rettorato di Versailles. L’incidente testimonia un crescente clima d’odio che ha portato gli insegnanti a protestare ed esercitare il droit de retrait. Vale a dire il proprio diritto di recesso, il quale permette al dipendente di rifiutare di riprendere il lavoro a fronte di una situazione di pericolo grave e imminente per la propria vita o la propria salute, in attesa di trovare un accordo con il proprio datore di lavoro. Insomma, mentre il ministro degli interni Darmanin se la prende con gruppi identitari come Academia Christiana, la Francia sembra una polveriera pronta a esplodere con l’islamismo e l’immigrazionismo a fare da benzina.

Michele Iozzino

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