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GheddafiLa Spezia, 29 mag. – È l’ennesima storia di questo genere che accade in Italia. Un padre, musulmano, originario del Bangladesh e residente da una decina di anni a La Spezia con la famiglia, ha frustato la figlia perché troppo occidentale, e rea di aver rinnegato l’Islam. Un vero e proprio padre padrone che non accetta che le figlie vivano come tutte le loro coetanee. Niente jeans e magliette per le ragazze, solo abiti tradizionali islamici. Pena per la trasgressione? Le botte.

Il tribunale di La Spezia, però, lo ha condannato l’uomo a 2 anni e sei mesi di carcere, oltre a una provvisionale di 12 mila euro. In segno di disprezzo verso la giustizia, e verso la figlia cattiva musulmana, il padre padrone non si è nemmeno presentato in tribunale per ascoltare la sentenza.

La storia non è recente, era il 2011 quando si verificarono i primi episodi di violenza, ma la condanna è arrivata solo ora. Lo scorso luglio all’uomo, dopo l’ultima violenza, venne impedito mediante una misura cautelare di avvicinarsi alle figlie. Perché il bersaglio dell’uomo erano entrambe le sue figlie femmine. Quando la più grande riuscì a scappare di casa, il padre decise di sfogarsi sulla figlia minore da lui chiamata “puttana”.

Le violenze, in quella casa, erano all’ordine del giorno. Schiaffi, pugni, insulti, frustate con la cintura. La ragazza sarebbe stata anche costretta, in alcuni casi, a rimanere per ore in piedi accanto al letto, una punizione che le ha fatto riportare contusioni craniche, alla mandibola e una distorsione rachide cervicale. Unica colpa delle due ragazze, soprattutto della sorella minore, era il fatto di voler uscire la sera, vestirsi all’occidentale, lavorare, innamorarsi. La ragazza ha sempre subito in silenzio, finché il culmine della violenza psicologica da parte del padre è arrivato con la decisione di farle sposare un connazionale che l’avrebbe riportata in Bangladesh.

Ma la giovane, appena maggiorenne, un fidanzato già ce l’aveva, e ha trovato la forza per sporgere denuncia. Il pm Clauda Merlino ha condotto un’inchiesta lampo e ha ottenuto il giudizio immediato. Dalle indagini è emerso che l’uomo ha maltrattato la figlia minore per ben cinque anni. Mentre il Tribunale ha elaborato la sentenza la ragazza si è trasferita a casa del fidanzato italiano per non rischiare vendette e altra violenza da parte del padre.

 

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2 Commenti

  1. ma non era meglio per tutti che se ne stavano a casa loro in Bangladesh? detto senza offesa e senza provocazione, altrimenti è come andare alla Oktoberfest per non bere birra.

  2. “ha maltrattato la figlia minore per ben cinque anni.”?
    Cinque anni di galera effettivi e in isolamento, è un pericolo farlo interagire con gli altri, perché anche il più delinquente che c’è in galera potrebbe essere traviato da questo infame individuo!

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