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Roma, 12 set – Non solo Giuseppe Conte e Nicola Zingaretti. Tra i volti noti presenti questa mattina a Paliano in provincia di Frosinone per i funerali di Willy Monteiro Duarte c’era anche Massimiliano Minnocci, noto alle cronache come “er Brasile”. Lui, ultras della Roma ed estremista di destra “redento”, si è presentato per portare un mazzo di fiori in omaggio a Willy, ma è stato bloccato all’ingresso del centro sportivo dalle forze dell’ordine: “Volevo andare da semplice cittadino. Non mi volevo fare pubblicità. Quel ragazzo mi seguiva sui social, ero il suo idolo per il riscatto che sto avendo. Me lo hanno riferito i suoi amici e per questo sono andato a rendergli l’ultimo omaggio”, ha dichiarato er Brasile all’AdnKronos.

Bloccato il Brasile – Video

Niente da fare invece per il Brasile. Vuoi per la notorietà, vuoi per l’estetica coatta che ricorda i presunti assassini di Willy, è stato bloccato. A quel punto Minnocci ha consegnato i fiori agli agenti di polizia chiedendo di riporli vicino alla bara del ragazzo. “Appena i giornalisti mi hanno visto è stato come se ci fosse il diavolo. Sono arrivato ed i giornalisti hanno cominciato a dire “il Brasile, il Brasile”…La Digos si è girata, “vieni qua, non ti muovere”, mi hanno detto e mi è risalito l’odio passato. “Ma che, mi sequestrate?”. Loro sanno che quando fanno così mi fanno ritornare indietro nel tempo. Sanno come farmi partire la brocca. Mi hanno trattato come un bandito di borgata e questo non è giusto perché io sto cambiando e siamo tutti uguali”.

La “redenzione” non serve

“Ormai per determinate persone è meglio che non cambi mai”, ha chiosato amaramente Minnocci. “Perché gli fai comodo. Il Brasiliano che si ripulisce non serve più a nessuno. Vogliono il burattino”. Constatazione amara ma evidentemente realistica. Er Brasile è diventato un fenomeno mediatico grazie alle ospitate su Rete Quattro da Del Debbio, dove si recava per interpretare il ruolo del “fascio-coatto” della periferia romana stanco dell’immigrazione regolare. I suoi interventi e le sue litigate grottesche con Vauro non hanno fatto altro che ridicolizzare un tema invece importante, relegandolo ad una questione da bori fascistoidi di periferia. Proprio dalla querelle con il vignettista antifascista sarebbe iniziato il percorso di redenzione del Brasile, che tra le altre cose ha anche coperto i tatuaggi di Hitler e Mussolini.

Sui social c’è chi ha apprezzato il gesto del brasiliano, non capendo le ragioni dell’intervento della polizia. Mentre altri lo hanno criticato accusandolo di cercare pubblicità. Quel che è sicuro è che il Brasile ora avrà finalmente capito che l’unico interesse del circo mediatico nei suoi confronti era quello di utilizzarlo come una macchietta, come un burattino come lui stesso ha ravvisato. Del fascio-coatto redento non frega una mazza a nessuno.

Davide Romano

1 commento

  1. Credo che un personaggio del genere rischi di essere bloccato a qualsiasi manifestazione dove siano presenti personaggi di rilievo, come un primo ministro.

    Fascista o ex fascista, solo per il fatto di essere l’unico senza mascherina io non l’avrei fatto entrare.

    Poi se vuole posare la corona di fiori oggi, che c’è meno assembramento, è ancora in tempo per farlo. Anche domani. O dopodomani. Se realmente vuole.

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