Roma, 20 mag – I pirati informatici filorussi di Killnet ci riprovano e prendono di mira i siti istituzionali italiani. Un’operazione hacker che avevano annunciato loro stessi qualche giorno fa e che è partita ufficialmente ieri sera, attorno alle 22. Diversi portali italiani sono stati “bucati”, come confermato dalla Polizia postale. Su Telegram, il collettivo Killnet rivendica l’offensiva. Tra i siti attaccati quello del Consiglio Superiore della Magistratura, quello dell’Agenzia delle Dogane e quelli di tre ministeri: Esteri, Istruzione e Beni Culturali.

“Fuoco a tutti”: come gli hacker Killnet attacca i siti italiani

Gli hacker specificano di aver lanciato l’attacco Ddos riportando una cinquantina di obiettivi, tra cui ministeri, aziende, autorità di garanzia, media e organi giudiziari. “Fuoco a tutti”, scrivono i pirati informati filorussi, che avevano già fornito informazioni specifiche “per liquidare la struttura informativa italiana”, chiedendo agli hacker amici un attacco di 48 ore, evitando di colpire però il sistema sanitario. Il tipo di attacco Ddos, acronimo che sta per Distributed Denial of Service, è abbastanza classico e consiste in soldoni nell’aumentare il traffico di dati in entrata in un determinato sito tramite accessi artificiali, per impedire così agli utenti reali di poter accedere al portale.

Il 16 maggio Killnet aveva annunciato di aver preso di mira il sito della Polizia di Stato italiana. Il portale della PS aveva difatti registrato un aumento anomalo del traffico di accessi, rischiando il collasso. Gli stessi hacker avevano dichiarato guerra informatica a 10 paesi considerati russofobi, tra i quali: Usa, Gran Bretagna, Germania, Romania, Lituania, Estonia, Lettonia, Polonia, Ucraina e, appunto, l’Italia. artificiali, così da impedire agli utenti reali di accedere.

Ieri il collettivo hacker Anonymous Italia aveva annunciato di aver colpito e affondato il sito internet di Killnet, in una battaglia tra pirati informatici. Il sito del gruppo vicino al Cremlino era stato infatti oggetto di una dura serie di colpi inflitti da anonimi nerd italiani che avevano celebrato la vittoria su internet. Ma la guerra, evidentemente, continua anche in rete.

Alessandro Della Guglia

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

Commenta