Roma, 20 nov – E’ sotto gli occhi di tutti, la sinistra non sa (più) fare satira e non sa fare i meme. Del resto, come può un tentativo di sberleffo risultare efficace quando hai il pensiero unico già dalla tua parte? Basta aprire Facebook per rendersene conto. Oltretutto, la “satira” dell’area progressista è talmente malferma sulle proprie gambe che alla controparte politica basta semplicemente prenderne le produzioni e riutilizzarle a proprio favore.

Io sono Giorgia!

Lo ha fatto recentemente Giorgia Meloni, che si è impadronita del remix del suo discorso a Piazza San Giovanni (“io sono Giorgia, sono una madre…”), originariamente composto per beffeggiarla, rilanciandolo sui social e rendendolo un inno per i suoi follower; mossa che ha fatto rosicare e non poco i creatori del pezzo: “Tutto avremmo voluto fuorché diventasse una sigla per la Meloni”.

Gattini e sardine

Ieri, il re dei troll (con il sorriso) e leader del Carroccio Matteo Salvini ha voluto usare la stessa tecnica per trollare i suoi detrattori del momento: l’eterodiretto movimento delle sardine – chissà perché, poi, devono sempre scegliersi dei nomi così ridicoli: sardine, girotondini, sentinelli – che in questi giorni si sta radunando nelle piazze di tutta Italia contro una forza politica che non sta nemmeno al governo. Così Salvini ha riesumato “Gattini per Salvini”, una trollata Facebook del 2015: all’epoca i suoi detrattori, con l’intento di satireggiare, avevano invaso i suoi post di commenti con micetti tenerissimi. Ne era anche nata una pagina Facebook. Quattro anni sono un’era geologica per la tempistica social, ma la rete non scorda, e nemmeno lo staff della comunicazione dell’ex vicepremier: così ieri sera Salvini ha esordito con la foto di una gattino immortalato nell’atto di mangiarsi una sardina, con tanto di logo e corredato della didascalia:  “Cosa c’è di più dolce e bello – chiede – dei gattini? P.s. Ai vostri bambini felini piacciono sardine e pesciolini? Mettete la foto nei commenti! Miao!”,

Successo immediato: tutti i proprietari di animali hanno iniziato a postare furiosamente le foto dei loro beniamini a quattro zampe, si può dire che i suoi followers non aspettassero altro. il post è diventato virale a tal punto da convincere Salvini a postarne un altro stamattina, ancora più ironico. Del resto, il popolo social si nutre principalmente di due cose: risentimento verso gli avversari e animali fuffolosi. Il leader della Lega, sfruttando anche un fenomeno che era nato contro di lui, è riuscito a conciliare entrambe le cose.  

Cristina Gauri

1 commento

  1. La scelta dei nomi è diretta conseguenza della natura cialtronesca e buffonesca dei personaggi. Proprio come i “clowns” , inquietanti ed al tempo stesso ridicoli. Mi ricordo un pagliaccio che aveva nome: SCARAMACAI. Ero solo un bambino, ma quel nome, associato alla, per certi versi, assai inquietante, figura, piu che stimolarmi gioia e allegria, mi riempiva di inquietudine e di una sorta di timore, (paura, n.d.r.), senza nome. Lo stesso vale per i SINISTRI personaggi, dal 1943 ad oggi. Feroci & buffoni. I gattini, di e per Salvini, costituiscono, loro si! Una risposta allegra, gioiosa e rassicurante!

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