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Casale Monferrato, 3 giu – Enrico Ruggeri ci ha abituati da sempre a dichiarazioni controcorrente, che siano sulla gestione della pandemia, sul sessismo o sul politicamente corretto. Ospite al Festival di CulturaIdentità a Casale Monferrato, complice la partita Belgio-Italia che ha visto i nostri calciatori inginocchiati per il Black Lives Matter, l’autore de Il Mare d’inverno dice la sua su questa battaglia à la page, talmente comoda da essere inoffensiva.



Ruggeri: “Ci sono mille cose per cui inginocchiarsi”

Intervistato da Edoardo Sylos Labini di CulturaIdentità, Enrico Ruggeri commenta il gesto dei nostri giocatori: “Negli anni sessanta i personaggi pubblici si esponevano per le loro idee, io non critico questo” dichiara il cantautore “ma ci sono centinaia di cose sulle quali esporsi, invece ci sono sempre battaglie di moda e battaglie non di moda”.

“Chico Forti in prigione da vent’anni, chi si inginocchia?”

“Per esempio, dal punto di vista giudiziario, c’è Chico Forti che è in prigione negli Stati Uniti da vent’anni, palesemente innocente: sarebbe il caso di riportarlo in Italia”, dice Ruggeri. E passa a parlare della sudditanza psicologica che l’Italia avrebbe nei confronti degli Usa (ma non solo), prendendo ad esempio l’esito della strage del Cermis. “L’unico italiano del dopoguerra che è riuscito a guardare negli occhi gli Stati Uniti è stato Bettino Craxi” dice Ruggeri “e temo che l’abbia pagata cara anche per questo”.

“E’ tutto un luogo comune, non una battaglia”

“Ci sono mille occasioni per inginocchiarsi” insiste Ruggeri “Chico Forti non è di moda, come altri casi giudiziari”. “Ad esempio per Saman”, commenta Labini. “Ecco, quello è un esempio perfetto” dice Ruggeri “anche perché l’episodio per cui si inginocchiano i calciatori, quello di George Floyd, è stato risolto con 22 anni di carcere per il poliziotto”. “Quando tutto un pensiero si muove in una direzione, io mi insospettisco sempre” commenta ancora Ruggeri “mi sembra che diventa un luogo comune, non una battaglia civile e sociale”.

Ilaria Paoletti



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