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antimafiaPalermo, 4 apr – La mafia dell’antimafia non è cosa nuova. Ne parlava spesso pure Pino Maniaci, adesso indagato per estorsione  nell’inchiesta dei carabinieri che ha portato all’arresto di dieci mafiosi della provincia di Palermo. Secondo gli inquirenti Maniaci avrebbe preteso denaro e favori dai sindaci di Borgetto e Partinico, in cambio non avrebbe menzionato parentele scomode di alcuni primi cittadini e ad avrebbe adottato una linea soft per i coinvolgimenti di amministrazioni comunali in affari poco limpidi.

Il direttore di Telejato, un emittente tv di Partinico, era diventato ormai celebre per le sue campagne contro i clan e adesso si dichiara vittima della magistratura per l’inchiesta a suo carico. Eppure da intercettazioni e video in mano alle forze dell’ordine sembrerebbero esserci pochi dubbi sul coinvolgimento di Maniaci in questa vicenda. La Procura di Palermo ha chiesto e ottenuto dal gip il divieto di dimora nelle province di Palermo e Trapani per il giornalista di Telejato.

Pino Maniaci si definiva “una potenza” in grado di mandare a casa “chi voleva lui”. E dire che anche a precedenti non era messo male: furto, assegni a vuoto, truffa, omissione di atti d’ufficio. Nell’ambito dell’inchiesta la Compagnia di Carabinieri di Partinico ha eseguito a dieci misure cautelari, emesse dal gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della Dda, nei confronti di esponenti della “famiglia” mafiosa di Borgetto, accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione e intestazione fittizia di beni. La mafia della mafia e quella dell’antimafia.

Alessandro Della Guglia

1 commento

  1. Inutile pensare di cavare sangue da una rapa. Non è mandando avanti gentaglia come maniaci, che si potranno cambiare le cose.

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