Roma, 5 mag – Pensavamo che fosse finita con le mascherine, e invece no. Infatti, seppur declassate a “raccomandate” per gli uffici pubblici, restano obbligatorie per i lavoratori del settore privato – dai negozi agli uffici fino alle grandi aziende. Il mondo del privato ha dunque optato per una linea più dura rispetto alle nuove regole della Pubblica Amministrazione.

Mascherine ancora obbligatorie

Un classico doppiopesismo all’italiana. La decisione per il mondo del lavoro privato è arrivato al termine della riunione tenuta tra sindacati, Inail, e ministeri del lavoro, della Salute e dello Sviluppo Economico che ha di fatto confermato il protocollo di sicurezza sulle misure anti Covid varato ad aprile 2020 e rinnovato un anno fa, con l’impegno ad aggiornarlo entro giugno alla luce delle disposizioni nazionali e dell’andamento della pandemia. La mascherina dunque rimane obbligatoria in tutti i luoghi di lavoro, anche all’aperto. Secondo quanto prevede il testo, confermato da sindacati e ministeri, “in tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro, al chiuso o all’aperto, è comunque obbligatorio l’uso delle mascherine chirurgiche o di dispositivi di protezione individuale di livello superiore”. La mascherina dunque “non è necessaria nel caso di attività svolte in condizioni di isolamento”. La scelta – fa sapere il ministero del Lavoro in una nota – deriva dalla consapevolezza che, “nonostante la cessazione dello stato d’emergenza, persistano esigenze di contrasto del diffondersi della pandemia”. E così Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confindustria e le associazioni del mondo datoriale, riuniti in videoconferenza, hanno deciso di confermare le misure di protezione sul lavoro elencate nel Protocollo, prolungando ancora l’agonia dei lavoratori.

Uno slalom all’italiana

Resta da capire perché la preoccupazione per le curve dei contagi non preoccupi la pubblica amministrazione, e viceversa. Come pronosticato la fobia pandemica è lungi dal risolversi in un unitario ritorno alla “normalità” anche se restano forti dubbi su quello che sarà la nuova “normalità”. In uno Stato come il nostro, in cui il comparto pubblico è ruota di scorta del settore privato, tutto fa pensare che sarà quest’ultimo a dettare la linea nonostante le decisioni del Ministero. Il solito duello di sovranità che graverà sulle spalle dei lavoratori, dividendoli in privilegiati e non. Il Protocollo sulle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19, sottoscritto con le parti sociali il 6 aprile 2021, è stato confermato almeno a giugno prossimo, per quanto riguarda i luoghi di lavoro. Prima di del 30 giugno è previsto comunque un nuovo giro di tavolo, un nuovo check, per una ulteriore valutazione che tenga conto dell’evoluzione della pandemia e di sempre possibili ricadute nel prossimo autunno. 

Restano anche le multe

Dulcis in fundi con il ritorno dell’obbligo della mascherina sui luoghi di lavoro, vengono ripristinate le multe per chi non rispetta questa disposizione. Multe che è importante sottolineare valgono tanto per il lavoratore quanto per il datore di lavoro. Una retromarcia che sta facendo molto discutere, se non altro perché per qualche giorno si pensava che la mascherina al lavoro, sia all’aperto che al chiuso, non fosse più obbligatoria. Un’ipotesi confermata anche dall’ordinanza del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, il quale ha comunicato ai dipendenti della pubblica amministrazione il venire meno di tale obbligo, pur raccomandando l’utilizzo della mascherina in determinate circostanze. con il ripristino di tale obbligo ritornano anche le sanzioni per chi non ne tiene conto e quindi decide di non indossare il dispositivo di protezione. L’importo delle multe, così come la misura delle sanzioni, non è cambiato: per capire cosa rischia chi non mette la mascherina al lavoro, come pure il datore di lavoro che non si preoccupa di far rispettare tale norma, bisogna fare riferimento alle vecchie regole. Una bella sorpresina ai lavoratori post primo maggio.

Sergio Filacchioni

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6 Commenti

  1. Facciamo informazione vera.

    Senza un provvedimento legislativo non cambia niente e portare o meno la mascherina è finalmente facoltà del singolo lavoratore.

    Le multe in assenza di presupposto legislativo non si possono fare.

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