Roma, 26 ott – In questi ultimi due anni il mondo del lavoro è mutato in alcuni suoi aspetti fondamentali, complice l’impressionante stravolgimento portato dalla pandemia di Covid-19 nelle vite di milioni di persone, il quale ha avuto conseguenze rilevanti nel rapporto tra abitudini e priorità e nelle relazioni interpersonali. Tralasciando il disastroso impatto che la pandemia e i vari lockdown hanno avuto sull’economia europea, soprattutto italiana, che ancora oggi ci portiamo sulle spalle, il Covid non ha avuto solamente effetti fisici e psicologici ma anche il mondo del lavoro ha subito i postumi di questi tempi.

I fenomeni che colpiscono il mondo del lavoro

Uno studio condotto dall’Inps ha individuato due nuovi atteggiamenti che hanno contraddistinto i lavoratori italiani, identificabili nel “Quiet quitting” e “grandi dimissioni”. Il secondo fenomeno interessa quasi più di un milione di persone, i quali hanno deciso di rassegnare le dimissioni negli ultimi due anni, registrando un cambio di prospettiva esistenziale dopo i mesi passati in casa. Il fenomeno del “Quiet quitting” invece sta emergendo negli ultimi tempi, con sempre più lavoratori che preferiscono restare lontani dagli eccessi di stress e prendere le distanze dalla connessione costante con l’ambiente lavorativo. La ricerca di un equilibrio psicofisico è sempre più richiesta nella ricerca di un’occupazione lavorativa, con l’aggiunta di benessere e contrasto al burnout, quindi niente ritmi di lavoro al limite, connessione continua e crescita professionale ad ogni costo.

I rischi e i benefici

Questi due fenomeni devono necessariamente fare riflettere sul mutamento in atto di valori e considerazioni rispetto al mondo del lavoro. I dati sembrerebbero mostrare come il lavoro e la carriera, simbolo negli ultimi decenni dell’ultra competizione capitalista all’insegna del neoliberismo, non siano più la priorità. Il rischio da non commettere è lasciarsi soggiogare dalle comodità e dalla mera sopravvivenza mentre il sistema diventa sempre più autoritario, liberticida e sorvegliante.

Andrea Grieco

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