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Tutti parlano a sproposito di estendere al 100% la capienza di cinema e teatri, di stadi e di sale da concerto ora che l’obbligo di green pass è stato imposto praticamente a tutto, compresi i lavoratori. E’ uno strepitante coro quello che si leva oggi mentre si parla di certificazione verde per i parlamentari e di come punire chi si presenta senza. Stiamo parlando di tutti i partiti della maggioranza multicolor che sostiene il governo Draghi (che preferisce il bianco e nero, nel senso che per lui esiste solo il “Sì, ve lo concedo” e il “No, è inopportuno”).



Maggioranza in coro dice che grazie al green pass si può estendere la capienza dei posti di cinema e teatri

Le stonature sinistre si compensano con gli acuti del centrodestra. Con il risultato che questo coro tragico (ma non nel senso nicciano, purtroppo) non fa che ripetere a pappagallo che ora che c’è il super green pass si può e si deve estendere al 100% la capienza, occupare tutti i posti. Ma gli onorevoli ci vanno al cinema? Hanno visto che morìa di spettatori? Al di là della triste e squallida ipocrisia con cui dal M5S dei due leader (Grillo e Conte) alla Lega dei due leader (Giorgetti e Salvini) non fanno che ripetere questa cantilena assordante. Come se fosse un contentino per le durissime restrizioni in vigore e per le prossime venture. Al netto di questa sceneggiata che fa sembrare un film di Mario Merola l’Antigone di Sofocle, il punto è un altro.

La comunicazione paracula di governo e politica

Ci chiediamo una cosa. In tutta calma e serenità. Con il bonario, serafico distacco di chi castiga i costumi, magari con toni ridanciani, ma non si fa certo menare per il naso. Cosa diavolo c’entra il green pass con il riempire tutti i posti a sedere di sale, stadi e teatri? Ma perché la nostra classe politica crede che i cittadini siano talmente rintronati da cotanta mole di Dpcm, decreti, divieti, ordini e contrordini, vaccini e tamponi da bersi tutto? Davvero pensano che chi non fosse ancora convinto a vaccinarsi o farsi andare giù il green pass seguirà il gregge verso l’immunità perché ci saranno più posti allo stadio? Davvero i vari partiti e il governo ritengono plausibile che la gente associ positivamente un obbligo ingiusto, iniquo e inutile – quello del green pass – alla “goduria irresistibile” di poter occupare tutti i posti al cinema? Di potersi ammassare nella visione di Tre piani di Nanni Moretti? Evidentemente sì, lo ritengono possibile. Altrimenti non si spiega tutto questo bailamme, puntualmente amplificato dai media mainstream, dell’associare l’estensione del green pass all’estensione della capienza dei posti.

Il messaggio che deve passare è: con il green pass il distanziamento non serve più

Ma qui casca l’asino. In sostanza, il messaggio che deve passare è: con il green pass estesissimo il distanziamento non serve più. Correte, orsù, a vaccinarvi così potete riempire tutti i posti a sedere: che grande irrinunciabile libertà riconquistata. In un pastrocchio in malafede, la comunicazione istituzionale dice questo, se non abbiamo capito male. E i partiti per non essere da meno, ripetono questa menzogna pedissequamente. Con solo piccole sfumature per indorare la pillola o intestarsi la battaglia. Ma il succo rimane che a fronte di un provvedimento unico in Europa – dal 15 ottobre obbligo di green pass per tutti i lavoratori – si rifila il contentino della capienza aumentata. Ma all’operaio che cosa gliene importa che a teatro per vedere Ozpetek (sì, controllate: purtroppo reciterà a teatro) ci sono più posti a sedere? Gli importa piuttosto che se non vuole vaccinarsi deve sborsare di tasca sua 180 euro al mese di tamponi.

Il green pass non c’entra niente con il distanziamento

Bene, detto questo veniamo al punto, che poi è la conclusione nonché la ragione di questa puntata della rubrica. Il punto è che il green pass non c’entra niente con il distanziamento, perché il vaccino non c’entra niente con il distanziamento. Il vaccino infatti previene lo sviluppo di forme gravi di Covid ma non previene il contagio. La prova provata sta in quello che sta succedendo a scuola, con il ritorno della didattica a distanza. Personale con green pass, presidi a controllare e classi-pollaio e bus-pollaio, come prima della pandemia. Risultato: contagi e classi spedite in Dad, nonostante le promesse che mai sarebbe più successo. Quindi, la bufala della capienza aumentata grazie al green pass è solo l’ennesimo mezzuccio patetico per convincere la gente a vaccinarsi. In un trionfo di libertà recuperata… certo, certo.

P.S. Quello nella foto è chi vi scrive: la sala, come potete vedere, pullula di spettatori.

Adolfo Spezzaferro

Foto di Patrizia Gobbi



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6 Commenti

  1. L’obiettivo finale è quello di assegnare a tutti un QR code, nel quale, senza che tu possa leggerla, potrebbe essere scritta tutta la tua storia.

  2. E’ pure un contentino per chi li ha serviti senza fiatare, al massimo criticando da giocatore delle tre tavolette, e non è messo del tutto bene pure lui (stanno falcidiando pure tra i yes-man). L’ illusione di trovare più clienti e asserviti è l’ ultima a morire.

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