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Green pass lavoratori, medici aziendali si chiamano fuori: “Non tocca a noi controllare”

by Adolfo Spezzaferro
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Roma, 15 set – Green pass per i lavoratori, i medici aziendali si chiamano fuori: “Non tocca a noi controllare“. Mentre il governo è al lavoro per estendere l’obbligo della certificazione verde a tutti i lavoratori, del pubblico e del privato, i medici aziendali in una nota chiariscono perché non sta a loro occuparsi dei controlli.

Green pass lavoratori, medici aziendali: “Non tocca a noi controllare”

“Non tocca a noi controllare il green pass – spiega l’Anma, l’associazione di categoria -. E non chiedeteci di fornire alle aziende dati sul numero dei dipendenti con il vaccino o con il green pass“. “Il green pass – spiegano i medici competenti (ossia quelli aziendali) – non è un documento sanitario, può essere verificato esclusivamente dai soggetti indicati nella norma, tra i quali non è compreso il medico competente. Può essere verificato esclusivamente tramite la app dedicata che non rende visibili i dati sanitari. L’attività di verifica non comporta ‘in alcun caso’ la raccolta dei dati (in qualsiasi forma)”. “Non vi è nessun dubbio oggi sul fatto che con il green pass il medico competente non solo non può, ma addirittura non deve avere a che fare, né trattando dati né tantomeno emettendo giudizi di idoneità/inidoneità”, chiarisce il comunicato dei medici competenti.

L’Anma: “Il certificato verde non è una misura di sicurezza”

L’Anma poi precisa che “la possibilità di contagiare e di contagiarsi sussiste indipendentemente dalla condizione vaccinale e/o dal possesso del green pass. Il certificato verde non rappresenta una ‘misura di sicurezza’ per il datore di lavoro, a meno che non derivi dal reiterato controllo ogni 48h tramite tampone, condizione che riteniamo perlopiù inattuabile. Tantomeno può essere invocato ricorrere ad un aggiornamento del documento di valutazione del rischio relativamente al rischio da virus Sars-CoV-2. Tranne che nelle situazioni già definite dal Titolo X del decreto legislativo 81 del 2008″. Il riferimento legislativo citato è quello relativo alla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa.

Orlando conferma che ci sarà l’obbligo

Dal canto suo, il ministro del Lavoro Andrea Orlando conferma che “sicuramente ci sarà un’estensione dell’utilizzo del green pass. Sulle modalità e i tempi discuteremo nelle prossime ore”. Secondo l’esponente del Pd è necessario “calmierare i prezzi dei tamponi” ma “non è giusto che la fiscalità generale intervenga a cancellare un costo che deriva da una scelta”. Insomma, la linea del governo è quella di lasciare i tamponi a pagamento per costringere i lavoratori che ancora non lo hanno fatto a vaccinarsi. Circa i controlli del green pass dei lavoratori, starà ai superiori per quanto riguarda gli statali. Per il settore privato, per ora sappiamo che di certo non se ne occuperanno i medici aziendali.

Adolfo Spezzaferro

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