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Roma, 19 mag – La certificazione verde Covid-19, o “green pass” come lo chiamano i media, si ottiene con la prima dose del vaccino e vale nove mesi. A chiarirlo è il testo definitivo del nuovo decreto legge per le riaperture, pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale. Il “green pass” è obbligatorio per spostarsi tra regioni di diverso colore per le vacanze ma anche per partecipare a cerimonie e ricevimenti.

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Green pass, il testo del decreto: “Certificazione verde ha validità di nove mesi”

Nel decreto che dispone, tra le altre cose, lo spostamento dalle 22 alle 23 del coprifuoco a partire da oggi, si legge che “la certificazione verde Covid-19 ha validità di nove mesi dalla data del completamento del ciclo vaccinale. E’ rilasciata anche contestualmente alla somministrazione della prima dose di vaccino e ha validità dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale”. Questo significa che chi fa la prima dose di vaccino deve aspettare 15 giorni prima di poter andare in una regione di colore diverso da quella di residenza.

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Ecco quando serve il green pass

Il green pass non è necessario soltanto per spostarsi da una regione gialla a una arancione o rossa, ma anche per visitare gli anziani nelle case di riposo (Rsa). E servirà dal 15 giugno per partecipare a feste e banchetti di nozze. Non è escluso tuttavia che il certificato servirà per presenziare ad altri eventi, come i concerti con capienza maggiore di quella attualmente consentita, ossia fino a un massimo di mille spettatori in impianti all’aperto e fino a 500 al chiuso. Senza dubbio servirà per andare in discoteca, quando le riapriranno.

Come funziona per chi viene in Italia

Per quanto riguarda invece gli stranieri, in attesa che arrivi il green pass Ue (e che contestualmente Bruxelles riconosca la nostra certificazione verde), indipendentemente dalla vaccinazione fatta o dalla guarigione dal Covid, per ora per entrare in Italia serve sempre un tampone negativo, effettuato massimo 48 ore prima della partenza. A cui vanno aggiunti 10 giorni di quarantena all’arrivo se si proviene dai Paesi extra Ue. Dal 16 maggio la quarantena è stata abolita per chi proviene dai Paesi Ue e dell’area Schengen, oltre che dalla Gran Bretagna e da Israele (dove la maggioranza della popolazione è vaccinata).

Chi rilascia il green pass

Chi rilascia il green pass? “La certificazione è rilasciata, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura sanitaria ovvero dall’esercente la professione sanitaria che effettua la vaccinazione“. Per i guariti dal Covid la certificazione verde è rilasciata “in formato cartaceo o digitale, dalla struttura presso la quale è avvenuto il ricovero del paziente affetto da Covid-19, oppure, per i pazienti non ricoverati, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta“. Il risultato negativo del tampone infine viene attestato dalla farmacia o dal laboratorio privato in cui si effettua il test molecolare o antigenico.

La certificazione è gratuita, ma non il tampone

Sebbene sulla carta il green pass sarebbe già in vigore, mancano ancora dettagli da definire in base alle indicazioni che giungeranno nei prossimi giorni dal ministero della Salute. Tuttavia i certificati vaccinali sono già disponibili in alcune regioni. Il Lazio è una delle regioni che si è attivate per prime. Invece resta il nodo privacy dopo i rilievi del Garante sul rilascio del certificati di avvenuta guarigione. Altra questione, quella economica: il green pass è gratuito, ma non il tampone. Quello molecolare costa tra i 60 e i 100 euro a seconda delle strutture e delle regioni. Mentre il test rapido antigenico (che si può fare anche in farmacia) è di 30-40 euro. Il green pass è necessario anche per i minori, per i quali però non è prevista per ora la vaccinazione. Se non sono guariti dal Covid, i minori dovranno fare un tampone. Sono esentati i bambini di età inferiore ai due anni.

I medici vaccinati a gennaio a settembre saranno senza green pass

Restano alcune criticità (per non parlare del fatto che un certificato del genere discrimina inevitabilmente chi non ha i requisiti). A partire da quelle evidenziate dal Garante della privacy sul trattamento dei dati sensibili. Ma c’è pure il problema di chi, come i medici e gli operatori sanitari, ha fatto il vaccino magari a gennaio e a settembre quindi sarebbe paradossalmente scoperto. Ecco perché c’è chi, a partire proprio dai camici bianchi, chiede che la validità del green pass sia estesa a un anno.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. Allora, sul fatto che è discriminatorio credo che non ci sia bisogno di discutere. è palese. Quello che forse molti non hanno pensato è che la ruota gira.. domani saranno loro ad essere discriminati, gli stessi vaccinati, faccio solo qualche esempio:
    1)effetti collaterali forti, problemi di salute non possono ripeterlo? dovranno pagare i tamponi da 40/60 euro per una legge decisa da loro! in più posti lo avranno reso obbligatorio, più pagheranno! ci sarà da ridere. Non sempre la maggior parte degli italiani(di entrambe le posizioni, intendiamoci) riescono a guardare oltre il “proprio orticello” prima che un problema gli cada in testa.. è questo un grande problema.

    2)cambiano idea e non vogliono più farlo? magari fra un anno? idem.. spese e limitazioni.
    3)per qualche motivo medico vengono consierati non-idonei a farlo, oppure scarseggiano dosi? idem..
    Ora c’è una parte della popolazione che vuole discriminarne un’altra, è palese. E non è questione di destra o sinistra.. sono quasi tutti allineati, chi più chi meno al nuovo ordine sanitario, almeno i politici che parlano in tv più spesso. Quando chiederanno di mettere un segno di riconoscimento a ogni “non-vaccinato”? per camminare per la strada? è un modo di dire. La ruota gira..

    Discorso economico:la maggior parte della popolazione in età più adatta per muoversi.. non è vaccinata.
    Se organizzo una festa, un ricevimento, in un periodo di impoverimento per il lockdown, chi spende 80/100euro o 40/60 per un tampone? nessuno.. rimarranno quattro gatti. Se non i parenti stretti.. A meno che chi invita non voglia pagare un tampone a tutti gli invitati(e quanto gli costerebbe?) è probabile che sarà un flop. Ecco che torna indietro la cattiveria come un boomerang anche qui. Intanto però la gente può stare ammassata sui mezzi pubblici(come succede dall’inizio pandemia, la presa in giro).. lì il virus non c’è vero? solo nei ricevimenti chiedono il pass? ridicolo.(è una provocazione). In questo caso se imponessero i pass sui bus e metro, le perdite “economiche” per loro sarebbero enormi. Non si rischierebbero a farlo..

    Se (come penso) non ha motivi sanitari ma di ricatto per fare vaccinare, chi la pensa come me sarà irremovibile. Non bisogna cedere ai ricatti, altrimenti sempre nuovi e più gravosi ricatti e limitazioni della libertà verranno imposte. Meglio rifiutare di andare a un evento inutile, che camminare con un segno di riferimento solo perchè non hai fatto il siero magari una volta(la storia che ritorna). è un modo di dire..

  2. Quindi se non ti vaccini con un siero sperimentale, di cui alcuni sembrano poter produrre prioni(Morbo mucca pazza),malattie degenerative neurologiche,attacchi cardiaci, ischemia cerebrale,etc. non potrai partecipare ad attività sociali.Questo è totalitarismo antidemocratico.Per non parlare che è contro la dichiarazione di Norimberga che vietava , senza il consenso(che non si puo’ dare non potendo essere informati degli effetti a medio lungo termine) di obbligare un essere umano ad una terapia sperimentale dato che lo facevano alcuni medici nazisti psicopatici.

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