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Roma, 13 lug – “Utilizzare il green pass anche per i trasporti e per andare al ristorante“: Figliuolo come Macron, la discriminazione totale è servita. Il commissario straordinario per l’emergenza freme per ottenere l’immunità di gregge e pur di far vaccinare tutti è disposto a imitare il presidente francese. Macron infatti ha deciso di imporre il green pass a partire dal 21 luglio non solo per andare al cinema o ai concerti, ma per ogni tipo di attività sociale con più di 50 persone. Poi ad agosto diventerà necessario in bar, ristoranti, centri commerciali, ospedali, case di riposo, nonché su aerei, treni ed autobus a lunga percorrenza. Uno scenario inquietante, in cui chi non possiede la certificazione verde è tagliato fuori da tutto. Scenario che potrebbe purtroppo profilarsi anche in Italia.



Figliuolo come Macron: “Green pass per trasporti e ristoranti? Buona soluzione”

Green pass per ristoranti e trasporti pubblici come in Francia? ”Concordo con Macron sul fatto che la vaccinazione è una delle chiavi per il ritorno alla normalità. Per convincere gli ultimi irriducibili utilizzare il green pass per questo tipo di eventi potrebbe essere una buona soluzione. Potrebbe essere anche una spinta per la vaccinazione”. Ne è convinto il generale Figliuolo, il quale fa presente che per chi non avrà il green pass “c’è anche il tampone, bisogna comunque rispettare la Costituzione“.

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Obiettivo: immunità di gregge (a tutti i costi)

Dobbiamo raggiungere l’80% della popolazione vaccinata per la fine di settembre“, spiega il commissario. Come? Con “una serie di iniziative, pensiamo alle notti magiche, agli open day, open night, per avere vaccino senza prenotazioni”. “Siamo a 58 milioni di inoculazioni, intorno al 45% della popolazione – precisa -: lo ritengo un dato importante, chiaramente non basta. Dobbiamo intercettare i cosiddetti indecisi, a livello europeo li chiamano esitanti“. In tal senso, richiedere il green pass per fare praticamente qualsiasi cosa sarebbe un modo per convincerli (visto che il vaccino non è obbligatorio). Magari, passata liscia l’estate, e – neanche a dirlo – con la scusa della variante Delta, c’è il rischio concreto che il governo ad ottobre prenderà in considerazione il modello Macron.

“Terza dose vaccino sarà garantita a tutti”

Il piano vaccini è al centro di ogni pensiero del commissario, che affronta anche la questione della terza dose, assicurando che “sarà garantita a tutti“. Intervenuto al Tg2 Post, il generale chiarisce di di voler uscire dalla logica degli hub. Poi precisa: “Più che terza dose, lo chiamano un richiamo. Non si sa ancora della reale necessità o meno”. “Abbiamo prenotato grossi quantitativi di dosi per coprire fabbisogni e avere anche una scorta. Bisognerà uscire piano piano dalla logica degli hub e utilizzare al massimo la capacità dei medici di medicina generale, farmacisti, pediatri di libera scelta”. “Se il richiamo valga per tutti o solo per fragili, anziani, etc… questo lo vedremo“, precisa Figliuolo.

Adolfo Spezzaferro

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