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Palermo, 25 mag – Rallentate le indagini antimafia per un guasto a uno dei server della procura di Palermo in cui vengono custodite anche le intercettazioni legate alla caccia al super latitante Matteo Messina Denaro. L’anomalia, confermata ad Agi da fonti giudiziarie di Palermo, sta rallentando alcune indagini antimafia ma ha riguardato soltanto uno dei server allocati all’interno della sala ascolto della procura di Palermo, gestito da una delle ditte fornitrici del servizio.

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Guasto al server delle intercettazioni su Matteo Messina Denaro

La causa del guasto, stando alla versione dei pm antimafia, sarebbe uno “sbalzo di tensione” che avrebbe causato il “disallineamento” tra i file delle conversazioni registrate negli ultimi sei mesi e i metadati di ogni intercettazione. L’episodio in ogni caso – assicurano – non ha compromesso le registrazioni audio che erano custodite anche nei server di backup.

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Persi i metadati sulle indagini

Sono andati smarriti i metadati, cioè le annotazioni e i cosiddetti brogliacci sintetici di alcune indagini top secret, tra cui – sempre secondo quanto apprende l’Agi – quelle sui favoreggiatori di Messina Denaro condotte dagli investigatori. Ecco perché ora stanno riascoltando le registrazioni di telefonate e microspie, annotando nuovamente le informazioni utili.

L’ultimo boss dei boss

Capo del mandamento di Castelvetrano e rappresentante indiscusso della mafia in provincia di Trapani, Messina Denaro è uno dei boss più potenti di tutta la mafia, se non i più potente, arrivando a esercitare il proprio potere ben oltre i confini della propria provincia, come in quelle di Agrigento e addirittura Palermo. Alcuni inquirenti ritengono il super latitante il boss dei boss, il capo assoluto di Cosa nostra.

Ludovica Colli

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