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Roma, 13 nov – L’idiozia in salsa Black lives matter, condita da stolta iconoclastia e damnatio memoriae da quattro soldi, torna a far capolino in Italia. Prova ne è quanto successo al Pincio, a Roma, dove è stato imbrattato con vernice colorata il busto di Guglielmo Marconi. Un gesto rivendicato dal gruppo Creare è Distruggere (mai nome fu più emblematico) che la dice lunga sulla tolleranza dei tolleranti.



Imbrattato busto di Guglielmo Marconi: “Era fascista”

Ma come mai i nuovi vandali se la sono presa proprio con uno dei più grandi geni italiani del secolo scorso, celebre inventore della telegrafia senza fili? Semplicemente perché era fascista. “È possibile accettare di venerare personaggi che hanno fatto del fascismo una mentalità, senza ripensamenti? Con le sue invenzioni Marconi fu l’iniziatore di una delle mutazioni più pericolose e devastanti per il mondo contemporaneo. Portandoci a tutto questo”, scrivono su Facebook gli autori dell’imbrattamento.

Sì, avete letto bene, secondo questi scienziati del nulla il sistema di telecomunicazione messo a punto da Marconi – che portò come noto allo sviluppo della radio e poi della televisione – si è rivelato “devastante”. Volete mettere i piccioni viaggiatori. Come se non bastasse, sotto al busto vandalizzato, gli imbrattatori hanno lasciato un foglio con su scritto la classica frase fatta di stampo antifascista: “Tutte le lotte sono la stessa lotta, non dimenticarlo”.

Un gesto non del tutto inutile

Intervenuti sul posto, i carabinieri della compagni Roma Centro indagano adesso per arrivare all’identificazione dei responsabili del barbaro gesto. “Stiamo raccogliendo quanto scritto su internet e analizzando anche le foto – dice il maggiore Fabio Valletta – per dare un nome e cognome all’autore di questa azione”. Nel video pubblicato sulla pagina Facebook di Creare è Distruggere (evidentemente creata ad hoc domenica 12 settembre), si vede un uomo – arrivato in bicicletta – riempire di vernice il busto di Guglielmo Marconi con bomboletta spray. Tutto sommato questo gesto a qualcosa è servito: a tracciare definitivamente un solco tra geni e idioti.

Alessandro Della Guglia

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