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Ferrara, 11 mag – Anche un super drone “made in Usa” sta cercando Igor, il terribile killer fantasma che da 40 giorni si nasconde nelle campagne del ferrarese. Si chiama Predator e prima di essere impiegato nelle ricerche di Igor è stato usato dall’esercito americano in Iraq e Afghanistan e nel Mediterraneo per monitorare le carrette del mare con a bordo i profughi.

Predator è un aereo militare senza pilota che vede di notte. E quando cala la sera e la gente si barrica in casa in preda al terrore, lui si alza rumoroso nei cieli della zona rossa. Viene comandato a distanza, come spiega La Nuova Ferrara, da una base militare con “guidatore” e “lettore” di immagini: una task force di persone in grado di tradurre ogni fotogramma, ogni oggetto, ogni esser vivente (che siano animali o persone) soprattutto quelli osservati coi visori termici e di notte. Il super drone vede, cattura e registra qualsiasi cosa ci sia a terra.

In particolare Predator sta setacciando la zona vicino alla discarica comunale, come testimoniano i messaggi su facebook e twitter dei residenti che hanno sentito il ronzio del super drone. Qui c’è un casolare dove nel 2010, quello che si riteneva essere Igor Vaclavic, russo, ma che in realtà era Norbert Feher, serbo, venne arrestato. E mentre Predator dà la caccia di notte, i 1200 uomini che setacciano metro per metro i campi e i casolari stanno concentrando le loro ricerche nella zona di Bando. In particolare laddove ci sono degli orti, perché Igor potrebbe cercare lì il cibo.

Ma un pensionato della zona, che ad Argenta ha una casa di campagna, sostiene che Igor per scappare utilizzi delle piccole gallerie sotto la ferrovia della Bologna-Portomaggiore, grandi abbastanza per essere attraversate da un uomo, ma che sfuggono agli infrarossi dei droni. Lo stesso pensionato dice che i tunnel erano già utilizzati da Igor anche prima di diventare il terribile killer fantasma che terrorizza le campagne, per derubare i contadini di prosciutti e salami. Quindi il fantasma più ricercato d’Italia conoscerebbe campi e cunicoli come la sue tasche.

Ma c’è un altro mistero attorno a cui gli inquirenti stanno girando: il codice Imei parzialmente cancellato di una scheda sim abbandonata in una delle tane di Igor e rinvenuta oltre un mese fa. Ricostruire l’intera serie numerica del codice parzialmente cancellato potrebbe rivelare altri particolari importanti sul killer, e altrettanti su chi lo aiuta nella sua fuga.

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