Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 13 nov – Un infermiere di 48 anni si è ucciso, lanciandosi dal balcone della sua abitazione a Baronissi, cittadina in provincia di Salerno. L’uomo, terrorizzato, lavorava presso l’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona e da qualche giorno aveva scoperto di essere positivo al Covid. Era in isolamento domiciliare

L’infermiere terrorizzato dal Covid

L’infermiere soffriva da tempo di depressione: la decisione di uccidersi forse arriva in un momento di solitudine dovuta all’isolamento domiciliare e la fatica di essere un operatore sanitario. Indagano le forze dell’ordine, attualmente al lavoro per stabilire le cause che hanno portato l’infermiere ad uccidersi. L’uomo lascia la moglie e due figlie adolescenti. Queste le parole di Antonio Capezzuto, segretario generale della Fp Cgil Salerno, in una nota diffusa da Salerno Today: “La terribile notizia della morte dell’operatore sanitario del Ruggi ha scosso tutto il personale dell’Azienda. Esprimiamo tutto il cordoglio dei lavoratori e della nostra organizzazione alla famiglia dell’infermiere deceduto quest’oggi a Baronissi, iscritto alla Fp Cgil Salerno. Urge assolutamente garantire l’attivazione di un servizio di supporto e sostegno psicologico e psicosociale”.

Lo stesso destino della maestra di Roma

Appena a settembre, a Roma, una maestra d’asilo e madre di un bimbo che pensava di avere contratto il coronavirus si è gettata dalla finestra del proprio appartamento. Probabilmente, come per l’infermiere suicida, anche per la donna il terrore di finire in terapia intensiva ha distrutto la psiche della donna. Non è nemmeno riuscita ad attendere l’esito dell’esame: ha lasciato un biglietto d’addio e si è gettata dal balcone. Questo è l’effetto del terrorismo psicologico che costantemente inonda la televisione e i giornali.

Ilaria Paoletti

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta