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Il governo italiano prevede di sospendere l’emissione di molti permessi di ricerca del petrolio e del gas, in quanto ritiene che queste attività non siano di importanza strategica per il paese. Allo stesso tempo, il governo prevede di aumentare in maniera significativa la quota di energie rinnovabili. Tutto questo, avrà senza ombra di dubbio una certa influenza sui mercati delle materie prime. Chi cerca la migliore piattaforma di trading online per le materie prime adesso dovrà far fronte anche ad altre difficoltà durante questo periodo di incertezza sui mercati.



L’attuale governo punta molto sull’energia rinnovabile. Tuttavia, anche il precedente governo aveva sostenuto l’incremento delle energie rinnovabili e ha elaborato una strategia per eliminare in modo graduale la produzione di elettricità negli impianti a carbone entro il 2025.

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Il nuovo governo alza l’asticella

Il nuovo governo ha voluto sostenere gli impegni presi, cercando di migliorare alcuni obiettivi per il consumo di energia pulita in Italia, tentando di eliminare il più possibile le emissioni di carbonio nel paese, come si può leggere in una nota pubblicata dalla Reuters dal ministro Davide Crippa (M5S).

Per realizzare tutto ciò, il governo ha redatto un emendamento che propone di bloccare l’emissione dei permessi di trivellazione per la ricerca di petrolio e gas, che verrà discusso nei prossimi giorni in Parlamento. Questo dovrebbe bloccare l’emissione di 36 permessi di trivellazione, tra cui anche quelli già emessi per il Mar Ionio.

A tal proposito, si fa ancora più seria e dispendiosa la questione dell’importazione dell’energia. In Europa, l’Italia rappresenta il quarto stato in termini di consumo di energia, ed il fabbisogno di petrolio e gas naturale viene soddisfatto per il 93% dalle importazioni. L’Italia riesce a soddisfare la richiesta di gas naturale solo per il 7,5% grazie alla produzione interna e del 7,3% per il petrolio.

L’Italia conta molto sull’importazione dell’energia

Il paese importa la maggior parte delle risorse di cui ha bisogno e in termini di raffinazione del petrolio è secondo solo alla Germania. Per quanto riguarda il gas naturale, invece, è dietro solo alla stessa Germania e al Regno Unito.

Energia Oltre ha sottolineato in un articolo pubblicato sul finire del 2017 che nel documento redatto dai ministeri dello sviluppo economico e ambientale del precedente governo, l’Italia prevedeva di soddisfare il 28% del suo consumo totale di energia tramite fonti energetiche rinnovabili entro il 2030, rispetto al 17,5% del 2015. L’obiettivo è quello di raggiungere una quota del 55% entro il 2030, rispetto al 33,5% del 2015. Nel settore dei trasporti, l’Italia punta alle energie rinnovabili con una quota del 21% entro il 2030, rispetto al 6,4% del 2015.

Energia rinnovabile in aumento

L’attuale governo ha un obiettivi anche più ambiziosi, con il 30% di consumo totale coperto dalle energie rinnovabili entro il 2030, come redatto alla fine dello scorso anno.

Secondo gli ultimi dati disponibili, circa il 35% della produzione elettrica italiana proveniva da fonti energetiche rinnovabili. Di queste, circa il 35% veniva prodotto da fonti idroelettriche, il 23% coperto dall’energia solare, il 19% dalla bioenergia, il 17% da energia rinnovabile eolica, mentre l’energia geotermica rappresentava il 6% della quota di tutte le energie rinnovabili.

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3 Commenti

  1. Significherebbe far morire intere città costiere del nord est e buttare nel cesso competenze tecnico- ingegneristiche impareggiabili……….ma gli ipocriti ex comunistoidi grillini non capiscono oppure fanno l’unica cosa che sanno fare……. distruggere quanto di buono i tecnici italiani hanno creato e costruito……..a volte questi parassiti anti scienza sono peggio dei nullafacenti politicanti piddini, vigliacchi ed impuniti,che sono riusciti a svendere e distruggere interi settori industriali italiani da prodi e ciampi in poi…….per non parlare dello schifo democristiano…………..ma , in compenso, abbiamo le pseudo istituzioni, la banca d’Italia,la corte costituzionale,il consiglio superiore della magistratura e la corte dei conti……… tutti stipendi da 80000 a 200000 euro all’anno,bonus esclusi………questi invece sono utilissimi per la crescita tecnica ed ingegneristica del paese……….che schifo di stato comunista. Scordavo l’istat,dove , oltre che ripassare le tabelline, dovrebbero spiegarci come durante i governi sinistri sia tutto in crescita, industria compresa, mentre in assenza degli amici comunistoidi arricchiti tutti i settori entrano in crisi irreversibile…………..ma questi fenomeni, da dieci anni a questa parte ,dove vivono…..???…….che cazzo di crescita avevano calcolato se il settore produttivo-manifatturiero è in agonia da dieci anni………penosi.

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