Treviso, 30 gen — Non c’è pace per i martiri delle Foibe e per chi vuole tenerne vivo il ricordo. Le vittime dei massacri titini rimangono, per alcuni, dei morti di serie b. Da nascondere sotto al tappeto e uccidere una seconda volta con la barbarie del negazionismo. Succede per esempio a Maserada, provincia di Treviso, dove il sindaco Lamberto Marini ha voluto ricordare le Foibe con un monumento incontrando un vergognoso ostracismo targato Pd.



I fatti sono questi. A dicembre la giunta di centrodestra aveva deciso di stanziare 7.500 euro di fondi per l’installazione del monumento, giusto in tempo per la Giornata del Ricordo, che cade il 10 febbraio.  La statua, commissionata a un cittadino maseradese, era già in fase di realizzazione: occorreva solamente individuare un luogo dove posizionarla e riqualificare l’area circostante in modo acconcio. La scelta è caduta sul parcheggio davanti a palazzo Don Romero, vicino al municipio, e il 10 febbraio alle 11 sarà inaugurato. 

Poteva il Pd locale perdere occasione per fare della polemica strumentale — e di cattivo gusto, data la sacralità della commemorazione — senza alcun rispetto per le vittime degli eccidi? «È la firma della giunta attuale con alcuni esponenti di Fratelli d’Italia», attacca il consigliere del Partito Democratico Anna Sozza, «ed è un gesto che così, senza alcuna condivisione con la cittadinanza e il consiglio, ha poco senso. Se non quello di voler rimarcare un’appartenenza politica e strumentalizzare la storia. Sia chiaro, è stato il presidente Napolitano ad istituire la giornata del Ricordo, ma sarebbe stato opportuno fare un percorso spiegando cos’era la resistenza, cos’erano le foibe, e la storia di quegli anni». Per la Sozza, la Giornata del Ricordo dovrebbe avvenire previa cannibalizzazione dell’Anpi — e conosciamo bene le posizioni dell’associazione a proposito di tale commemorazione: «Ne avevo anche parlato con l’Anpi e loro erano favorevoli a partecipare ad un evento di questo tipo. Mentre fatto così, suona solo come una presa di posizione politica», conclude.

Ma il primo cittadino Lamberto Marini non ci sta e non accetta stigmatizzazioni , «da chi per anni ha sempre negato anche una minima commemorazione di questa tragedia». Risale a due anni fa, infatti, lo scontro tra consiglieri, quando il Comune, allora a trazione centro sinistra, negò con pretesti  cavillosi agli esponenti della lista “Si cambia” la possibilità di posizionare una targa in ricordo delle vittime delle Foibe; «questione di permessi», fu la spiegazione ufficiale. 

«Come amministrazione — spiega il sindaco Marini, che non ha più intenzione di farsi mettere i piedi in testa — Abbiamo fatto quello che centinaia di Comuni in Italia hanno già fatto, e che invece chi ha amministrato fino all’anno scorso ha negato. Abbiamo deciso di ricordare un tassello importante della nostra storia, niente di più. E non l’abbiamo condiviso volontariamente con i consiglieri che negli anni si sono sempre opposti ad ogni ricordo quando governava. Tra l’altro c’è un legame forte di Maserada con le Foibe, Giosuè Nave e Aldo Sacarabel, nostri concittadini, erano un finanziere e un poliziotto in servizio a Gorizia e a Fiume, diventati vittime delle Foibe». 

Cristina Gauri

 

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