TEL AVIV, ISRAEL - JANUARY 06: (ISRAEL OUT) Thousands of African migrants take part in a rally in front of the American embassy on January 6, 2014 in Tel Aviv, Israel. Tens of thousands of African asylum seekers are protesting against a law allowing authorities to keep them in open-ended detention until the resolution of their asylum requests are granted or they are deported or volunteered to leave the country. (Photo by Uriel Sinai/Getty Images)

Roma, 10 dic – La sapete l’ultima? Un omicidio commesso da un immigrato clandestino, con una lunga lista di precedenti e un decreto di espulsione firmato e ovviamente mai eseguito, non ha nulla a che fare con l’immigrazione. Cosa conta se quell’uomo non doveva essere qui? Cosa conta se è il frutto di un meccanismo alienante e criminogeno? Niente, tutto azzerato. Conta solo che sia un… maschio.


Per la serie “quattro passi nel delirio”, ecco qual è l’interpretazione che “Rosso Parma” (un nome, un programma) e alcuni collettivi femministi danno dell’uccisione di Alessia Della Pia, ammazzata di botte da un galantuomo di nome Mohammed Jella, 27enne tunisino, di professione delinquente.

Polemizzando con “quattro destroidi di nessuno spessore interiore” (con chi ce l’avranno mai?), il periodico locale rilancia un appello in cui “le donne si ribellano” alle “campagne di disinformazione” sull’omicidio di Parma. In realtà, com’è ovvio, a ribellarsi non sono “le donne”, ma quattro collettivi femministi, che hanno la pretesa, certo “democratica”, di parlare a nome di tutto un genere. E lo fanno per attaccarne un altro.

Il delirante comunicato spiega infatti che alla fine è tutta colpa dei maschi: “Ancora una volta sui media si assiste a campagne di disinformazione che vogliono dare una razza e un colore alla violenza. Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna ribadisce che la violenza sulle donne è un fenomeno trasversale a età, classe sociale e appartenenza culturale. L’uomo violento non ha un identikit e non ha una nazionalità”. Ancora più esplicito il commento redazionale iniziale: “Ai più è ormai chiaro come la violenza di genere sia un problema del maschio”.

Del maschio, tout court. Dire che il problema è l’immigrato sarebbe una indebita generalizzazione. Dire che il problema è il maschio è invece politicamente corretto. Perché si sa che immigrati onesti esistono, maschi che rispettano le donne no.

Ovviamente ognuno è libero di leggere la realtà con le lenti deformanti che preferisce o di affermare che a mezzanotte c’è il sole perché glielo detta la propria ideologia. Dalle parti di “Rosso Parma” quello dell’immigrazione è un mondo incantato e fiabesco, checché ne pensi quella scocciatrice della realtà. Bene, sogni d’oro, allora. Vi spiace però se nel frattempo qualcuno chiede che non si importino delinquenti seriali dalla Tunisia in barba a ogni controllo, per lasciarli poi liberi di esprimere la propria arricchente diversità culturale in giro per l’Italia?

Giorgio Nigra

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2 Commenti

  1. Sa quale è la radice del problema, Sig. Nigra?

    Che se – tanto per fare un’ esempio – facessimo l’ esperimento di mandare in casa di ogni redattore-articolista di “rossoparma” ad abitare un’ immigrato, e poi questi ne approfittasse per perpetrare le violenze più infami, loro sono talmente ideologizzati che comunque, anche con gli occhi pesti, strillerebbero che la colpa è del razzismo, dell’ occidente, e via di seguito con la solita minestra riscaldata. Sono irrecuperabili.

  2. Il giudeo Sigmund Freud padre della psicanalisi moderna, sosteneva che latente in ogni femmina vi è l’invidia del pene.Ecco spiegato l’inconfessabile mistero arcano delle femministe.Averne uno per sodomizzare i maschi ecco il desiderio recondito.Attenzione:cari camerati è saggio deambulare rasente i muri, a meno che del proprio orifizio anale qualcuno, non ne voglia fare un uso diverso da quello naturale,ma stante i tempi oscuri, tanto ma tanto politicamente corretto in sintonia con “rossoparma”…

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