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Pistoia, 14 mar – Nella notte di giovedì in pieno centro a Firenze un immigrato gambiano ospite della parrocchia di Don Biancalani a Vicofaro ha aggredito e rapinato una donna che stava rientrando a casa dal lavoro.



L’ospite di Don Biancalani rapina e aggredisce una donna 

L’uomo ha seguito la vittima chiedendole insistentemente una sigaretta. Quando la donna spaventata ha cercato di scappare, l’africano l’ha inseguita e minacciata con una bottiglia di vetro che aveva in mano. Dopodiché l’ha aggredita gettandola a terra e trascinandola lungo il marciapiede. Fino a sottrarle la borsa, contenente un pc portatile, un portafoglio con 600 euro in contanti, un telefono cellulare ed altri effetti personali. La donna, in stato di forte shock, è riuscita a raggiungere Piazza della Repubblica e chiedere aiuto.

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Le indagini

Dall’analisi delle telecamere di videosorveglianza, che hanno consentito di ricostruire tutto il percorso della vittima e del rapinatore, è stato possibile per la Squadra Mobile di Firenze risalire all’identità del gambiano. Risulta già noto alle forze dell’ordine e sospettato di aver commesso altri analoghi episodi criminosi nei giorni precedenti. Quando è stato rintracciato e fermato in zona Cascine aveva ancora addosso il telefono cellulare rubato alla sua vittima.

Il commento di don Biancalani

Il rapinatore risulta residente presso il centro di accoglienza di Vicofaro, gestito dal prete immigrazionista Don Biancalani, all’interno del quale la polizia ha effettuato una perquisizione trovando parte della refurtiva della rapina. Secondo Don Biancalani “il ragazzo era stato da noi qualche tempo fa, poi improvvisamente era scomparso. È tornato una settimana fa. Non ho approfondito subito la sua situazione perché in questo momento la struttura è abbastanza sfornita di volontari a causa del Covid. Il colloquio con lui lo avremmo dovuto avere tra qualche giorno”. Attualmente però l’immigrato si trova nel carcere di Sollicciano in stato fermo, convalidato dal Gip del Tribunale di Firenze su richiesta della Procura della Repubblica.

Non è la prima volta che la chiesa adibita a centro di accoglienza diviene crocevia di traffici illegali. Ricordiamo lo scandalo dello scorso giugno quando in seguito all’arresto per spaccio di un ospite nigeriano del centro fu ritrovata dell’eroina perfino nel confessionale della chiesa. Per non parlare dell’infinita serie di risse che hanno visto come protagonisti i ‘ragazzi di Don Biancalani’. In seguito alle numerose proteste da parte dei residenti, CasaPound ha presentato un esposto in Procura per chiedere la chiusura del centro.

Lorenzo Berti

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