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immigratiRoma, 20 apr – L’agenzia Reuters ha vinto il premio Pulitzer per la fotografia grazie a uno scatto che ritrae un immigrato che sembra proteggere la moglie ed il figlio dalla violenza della polizia ungherese. Nella fotografia che ha fatto il giro del mondo si vede l’uomo che abbraccia la propria consorte stesa sui binari di una stazione di confine: chiunque, guardando l’immagine, si lascerebbe trasportare dall’emozione e dai sentimenti “di pancia”, empatizzando con quell’uomo che sembra stia difendendo la sua famiglia dalla brutalità della polizia.



Però i fatti, come spesso accade, sono molto diversi. Nel video che vi proponiamo si può vedere come l’immigrato, prima dello scatto vincitore del Pulitzer, strattoni la moglie con in braccio il figlio e la getti sui binari, facendole subire un atto che a tutti gli effetti ribalta la realtà, trasformando la presunta violenza della polizia in un’azione volta a mettere in salvo la donna ed il bambino: l’uomo infatti verrà arrestato e la moglie liberata. Forse l’uomo sarà stato motivato dalla disperazione di vedersi le porte chiuse in faccia, o forse, come è più probabile, si è lasciato fomentare dalla presenza dei giornalisti e magari da qualche attivista “solidale”, che, come abbiamo avuto modo di vedere in altre occasioni, prendono parte attiva in queste occasioni per creare ad arte “l’incidente” letteralmente spingendo minori e donne verso le barricate delle forze dell’ordine: né più né meno di uno sfruttamento di persone che la società ritiene “deboli e indifese” per i propri fini propagandistici.

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Il nocciolo della questione, considerando lo scatto della Reuters premiato col Pulitzer, è proprio questo: esiste una volontà politica, rappresentata da questa entità astratta che si chiama Unione Europea e sponsorizzata nientemeno che dal Vaticano nella persona di Papa Bergoglio, di agire sui più bassi sentimenti della popolazione per creare un pietismo di massa che provochi una reazione popolare contro i provvedimenti presi dai vari governi europei per fare fronte a questa nuova invasione, e la stampa è quasi del tutto assoggettata a questa volontà: non devono esistere muri e barriere, bisogna essere “accoglienti”, perché queste persone sono “come noi”, anzi, sono una “risorsa” e un “dono” come ha avuto modo di dire recentemente il Papa. Ebbene, queste persone sono sì un dono ed una risorsa, ma solo per coloro che vogliono destrutturare ulteriormente il mercato del lavoro europeo sfruttandoli come manodopera a basso costo e quindi sradicando decenni di conquiste sociali, oppure creando strutture di accoglienza e sostegno che rappresentano un giro di affari milionario, ancora più del traffico di droga, come disse un certo Buzzi qualche mese fa durante le indagini per “Mafia Capitale”.

https://www.youtube.com/watch?v=IFFQ5GFIQhI&feature=youtu.be

Vittorio Sasso

 

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