Nel completo silenzio mediatico e politico, gli sbarchi di immigrati nei porti italiani stanno tornando ai numeri dell’invasione che si contavano prima dell’accordo Italia-Libia, del Codice di condotta delle Ong e delle politiche di razionalizzazione dell’immigrazione decise dal primo governo Conte. I dati forniti dal ministero dell’Interno sono allarmanti: si è passati dagli 11.471 immigrati sbarcati nel 2019 ai 67.040 del 2021. Nonostante la pandemia e le pesanti restrizioni imposte ai cittadini, il governo italiano ha mantenuto i porti aperti all’immigrazione clandestina e nel 2021 ha cancellato ogni limitazione alle operazioni di traghettamento delle navi delle Ong, inclusa la quarantena a bordo dei cosiddetti volontari.

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di giugno 2022

Immigrazione in vertiginoso aumento

Analizzando i numeri dei primi quattro mesi del 2022, si evince che la tendenza degli sbarchi è in ulteriore aumento. Nel 2021, sono stati 9.013 gli immigrati sbarcati in Italia, 10.760 nel 2022. Non bisogna dimenticare che il numero degli arrivi nei porti italiani sarebbe ben superiore se non fosse per il costante impegno della Libia nel far fronte all’attività dei trafficanti di esseri umani. Nel 2022, sono già quasi 5mila gli immigrati salvati e riportati in Libia dalla Guardia costiera. Nel 2021, sono stati 32.425. Ciò significa che, lo scorso anno, i clandestini sbarcati in Italia avrebbero potuto essere quasi 100mila, un numero che ci riporta all’invasione del 2017. Alle operazioni in mare si uniscono le operazioni sul territorio delle Forze di sicurezza, le quali frequentemente rintracciano le safe house dei trafficanti – dove vengono ammassati gli immigrati – e bloccano le partenze sulle spiagge libiche.

Altro che profughi

Mentre diversi Paesi europei si stanno barricando per evitare nuove ondate di immigrazione – come la Polonia, che sta costruendo un muro al confine con la Bielorussia, e il Regno Unito, che ha annunciato che trasferirà gli immigrati irregolari in Ruanda – l’Italia rimane il ventre molle dell’Europa. Porti aperti, sostegno indiretto alle Ong che traghettano clandestini e permessivismo nella gestione dell’accoglienza rendono il nostro Paese uno dei più appetibili per la rotta dell’immigrazione irregolare. Caduto il primo governo Conte, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha reintrodotto la protezione umanitaria, ribattezzandola «protezione speciale», un’anomalia che trova spazio solo in Italia e facilita l’ottenimento del permesso di soggiorno ai cosiddetti «migranti economici». Sempre il Viminale ci fa sapere che…

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