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Roma, 2 lug – Immigrazione, dati a confronto. Nell’ultima relazione annuale sulla situazione dell’asilo nell’Unione Europea (Paesi membri più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera), redatto dall’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo, si legge che, nel 2020, il 58 per cento delle domande di asilo in Europa sono state respinte durante la decisine di primo grado, mentre sono state il 71 per cento delle domande ad essere respinte in secondo grado o grado superiore.



Nel medesimo rapporto, si evidenzia che “sebbene il tasso di rimpatri effettuati nei confronti di cittadini di paesi terzi sia rimasto relativamente basso in molti paesi UE+, nel 2020 è stata adottata una serie di nuove iniziative legislative e politiche per migliorare l’esecuzione dei rimpatri e l’efficacia in termini di costi del processo di rimpatrio. Alcuni Paesi hanno introdotto norme più rigorose sull’obbligo di cooperazione, sull’identificazione delle persone da rimpatriare e sui termini per annunciare le partenze”, norme e procedure che non sono state adottate dall’Italia. L’unico passo che è stato fatto nel 2020 dai ministri Luciana Lamorgese e Luigi Di Maio, che si è poi rivelato fallimentare, è stato l’erogazione di 11 milioni di euro alla Tunisia per rafforzare il controllo delle frontiere.

Immigrazione, l’accoglienza in Italia

Per fare un confronto dell’accoglienza più pertinente, prenderemo in considerazione il 2017, ovvero l’ultimo anno del governo Gentiloni, prima dei Decreti sicurezza di Matteo Salvini (che hanno eliminato la protezione umanitaria) e dell’emergenza coronavirus, nonché prima di vedere gli effetti dell’accordo Italia-Libia che hanno frenato le partenze dal Paese nordafricano. In Italia, nel 2017, su 81.527 richieste di asilo, 47.654 (il 59 per cento) hanno ricevuto il diniego, 6.827 (l’8 per cento) lo status di rifugiato, 6.880 (l’8 per cento) la protezione sussidiaria, e 20.166 (il 25 per cento) la protezione umanitaria.

Gli immigrati, che nel 2017 avevano depositato più domande di asilo, provenivano dalla Nigeria (25.964), dal Bangladesh (12.731), dal Pakistan (9.728), dal Gambia (9.085), dal Senegal (8.680) e dalla Costa D’Avorio (8.374), ovvero Paesi non in guerra e guidati da governi riconosciuti dalle istituzioni internazionali. Per quanto riguarda le caratteristiche demografiche dei richiedenti asilo, 109.066 erano uomini (l’84 per cento), mentre 21.053 erano donne (il 16 per cento). Delle 130.119 richieste di asilo, i minori non accompagnati erano 9.782 (il 7,5 per cento), mentre i minori accompagnati 6.527 (il 5 per cento). Quindi, i minorenni hanno rappresentato il 12,5 per cento del totale.

L’accoglienza in Germania

Nel 2017, in Germania, su 524.350 domande di asilo, in prima istanza, 262.175 (il 50 per cento) hanno ricevuto il diniego, 125.844 (il 24 per cento) lo status di rifugiato, 99.627 (il 19 per cento) la protezione sussidiaria, e 36.704 (il 7 per cento) la protezione umanitaria. Già da questi dati è chiaro che la Germania usava la protezione umanitaria in modo decisamente più contenuto rispetto all’Italia (il 7 per cento vs il 25 per cento), e che i dinieghi non si discostino in modo marcato.

Gli immigrati, che nel 2017 avevano depositato più domande di asilo in Germania, provenivano dalla Siria (48.974), dall’Iraq (21.930), dall’Afghanistan (16.423) e dall’Eritrea (10.226), ovvero Paesi in guerra o destabilizzati. Dei 198.317 richiedenti asilo, 89.207 erano minorenni (il 45 per cento), di questi 46.096 avevano meno di 4 anni (il 23 per cento). Per quanto riguarda il sesso, 119.904 erano maschi (il 60 per cento), mentre 78.413 erano femmine (il 40 per cento).

Da questi dati, è chiaro che i richiedenti asilo in Germania erano prevalente gruppi familiari con figli molto piccoli che erano precedentemente fuggiti da Paesi in guerra o destabilizzati, a differenza dell’Italia dove la stragrande maggioranza dei richiedenti erano uomini adulti che provenivano da Paesi non in guerra.

L’accoglienza in Francia

Nel 2017, in Francia, su 110.945 domande di asilo, in prima istanza, 78.771 (il 71 per cento) hanno ricevuto il diniego, 18.861 (il 17 per cento) lo status di rifugiato, e 13.313 (il 12 per cento) la protezione sussidiaria. In Francia, non esiste la protezione umanitaria. Già da questi primi dati, è chiaro che la regolamentazione francese sulla concessione dell’asilo è molto più rigida rispetto all’Italia (il 71 per cento dei dinieghi vs il 59 per cento).

Gli immigrati, che nel 2017 avevano depositato più domande di asilo in Francia, provenivano dall’Albania (7.633), dall’Afghanistan (5.989), da Haiti (4.939), dal Sudan (4.488), dalla Guinea (3.781) e dalla Siria (3.319). Dei 73.802 richiedenti asilo, 19.428 erano minori accompagnati (il 26 per cento) e 591 i minori non accompagnati (lo 0,8 per cento). Per quanto riguarda il sesso, 48.201 erano maschi (il 65 per cento), mentre 25.601 erano femmine (il 35 per cento).

Immigrazione, Italia meglio accogliente della Germania e della Francia?

I dati sulle decisioni in merito alle richieste di asilo degli immigrati, dal 2016 al 2019, evidenziano che l’Italia ha concesso in percentuale più permessi di soggiorno rispetto alla Francia (31 per cento vs 28 per cento). La Germania invece è il Paese europeo che ha concesso più permessi di soggiorno ma, come abbiamo già evidenziato, gli immigrati erano in larghissima maggioranza famiglie con bambini che fuggivano da Stati in guerra o destabilizzati (Siria, Iraq e Afghanistan), ovvero quei 1,2 milioni di richiedenti asilo che arrivarono tra il 2015 e il 2016 dalla rotta balcanica. Come si nota nella tabella e nel grafico successivo del parlamento europeo, dopo quel periodo, la Germania ha iniziato a stringere le maglie dell’accoglienza e a finanziare, tramite i fondi dell’Unione Europea, la Turchia perché bloccasse i flussi migratori all’interno dei propri confini. Quindi, nel periodo dal 2015 al 2016, la Germania ha accolto più immigrati, anche rispetto all’Italia, solo per un motivo: i richiedenti avevano i requisiti per accedere all’asilo.

Concludiamo con un dato allarmante: dal 2016 al 2019, la percentuale degli stranieri espulsi, rispetto agli ordini di espulsione, è stato del 20 per cento per l’Italia e del 14 per cento per la Francia, mentre la Germania è riuscita ad espellere ben il 65 per cento dei clandestini.

Francesca Totolo



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